Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/58: 15.410 Iv. Pa. de Buman. Inserire in modo permanente l'aliquota speciale IVA per le prestazioni del settore alberghiero · 12 pagine

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I Cantoni NW, TG e ZH si dichiarano in favore di un'aliquota IVA unica per tutti i settori. Per il Cantone ZH la preferenza per l'introduzione di un'aliquota unica è dettata soprattutto da considerazioni di efficienza e di crescita. Il Cantone ZG teme che l'esistenza di aliquote speciali con carattere definitivo possa rendere più difficile, se non addirittura impedire di raggiungere l'obiettivo di lungo periodo di una notevole semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto.

Per il Cantone VD la competitività del settore alberghiero dipende soprattutto dal rapporto prezzo/prestazioni. Il Cantone invita quindi il Consiglio federale e il Parlamento a considerare una possibile modifica del mandato della Società svizzera di credito alberghiero tale da consentirle di concedere prestiti a tasso zero. La modifica riguarderebbe l'articolo 8 della Legge federale del 20 giugno 2003 sulla promozione del settore alberghiero (RS 935.12).

Partiti

Il PLR e il pvl sono contrari a un inserimento definitivo dell'aliquota speciale nel testo della legge. Secondo loro l'aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero è una misura di politica strutturale non in grado di risolvere definitivamente i problemi del settore. Sempre secondo loro sarebbe più importante ridurre gli oneri amministrativi introducendo un modello di aliquota unica. Il PLR chiede inoltre che venga fatto uno studio su quelli che sono stati realmente gli effetti di questa misura.

Il PSS fa notare che la maggioranza dei partiti borghesi non è pronta a seguire il Consiglio federale e la maggioranza dei Cantoni e ad accettare una riscossione sine die dell'IFD e dell'IVA. Alla luce di questa considerazione s'impone la definizione di un termine per l'applicazione dell'aliquota speciale. Una proroga dell'aliquota speciale avrebbe inoltre conseguenze finanziarie di non poco conto per il bilancio della Confederazione: nel piano finanziario 2018-2020 e nel programma di stabilizzazione 2017-2019, infatti, i maggiori introiti considerati deriverebbero proprio dall'abolizione dell'aliquota speciale. A causa del freno posto all'indebitamento, tali mancati introiti dovrebbero essere compensati da riduzioni di spesa su altre voci.

Associazioni/organizzazioni

L'UCS vede nell'aliquota speciale un'agevolazione non giustificata concessa a un singolo settore e ritiene che in quanto strumento di politica strutturale debba essere sottoposta a controlli regolari e mantenuta sotto osservazione a livello politico.

Travail.Suisse lamenta che nel lungo termine un trattamento preferenziale concesso a un settore rispetto agli altri non è giustificabile, perché di ostacolo ai necessari adeguamenti strutturali e all'innovazione. I problemi non si spiegano tutti con gli alti costi del lavoro. Un ruolo importante in questo ce l'hanno anche le dimensioni ridotte di molte strutture e la scarsa diversificazione dell'offerta. Infine non si può ignorare il fatto che le altre attività della Confederazione risulterebbero penalizzate se nelle casse federali non affluissero quei 200 milioni di franchi previsti dal piano finanziario.

Per Suissetec, nel difficile contesto economico in cui ci muoviamo non servono misure di «cosmesi fiscale» ma in primo luogo qualità imprenditoriali.

Secondo FIDUCIARI SUISSE l'aliquota speciale, pur avendo rappresentato per l'industria alberghiera un'agevolazione di breve periodo, nel lungo periodo non ha però portato a nessun miglioramento sostanziale della sua situazione. Il trattamento preferenziale riservato a un settore va giudicato in maniera critica anche in un'ottica politico-istituzionale. Molto più sensato sarebbe ridurre in generale gli oneri amministrativi che pesano sulle imprese con una semplificazione dell'imposta sul valore aggiunto, segnatamente con un'aliquota unica.