Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/58: 15.410 Iv. Pa. de Buman. Inserire in modo permanente l'aliquota speciale IVA per le prestazioni del settore alberghiero · 12 pagine

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Compendio

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L’aliquota IVA speciale per le prestazioni del settore alberghiero era stata introdotta nel 1996 con validità limitata nel tempo per ovviare alla difficile situazione economica in cui era venuto a trovarsi il settore del turismo. Prorogata a cinque riprese, rimarrà in vigore fino alla fine del 2017.

L'11 marzo 2015 il consigliere nazionale Dominique de Buman ha presentato l'iniziativa parlamentare 15.410 per richiedere che l'aliquota speciale venga inserita definitivamente nel testo della legge. Il 25 ottobre 2016, con 16 voti favorevoli, nessun voto contrario e 8 astensioni, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha approvato un progetto preliminare che va in questa direzione.

Alla procedura di consultazione, svoltasi nel periodo compreso tra il 7 novembre 2016 e il 20 febbraio 2017, hanno partecipato tutti e 26 i Cantoni, 6 partiti (PBD, PPD, PLR, pvl, PSS e UDC), 13 associazioni e organizzazioni invitate e altre 44 tra associazioni, organizzazioni e imprese praticamente tutte del settore del turismo.

La proroga dell'aliquota speciale oltre il 31 dicembre 2017 riscuote un consenso praticamente unanime, giustificato soprattutto dalle difficoltà che il settore del turismo sta attraversando in questo momento in conseguenza della rapida trasformazione strutturale, della forza della moneta nazionale e dell'alto livello dei costi sul mercato domestico. Ma le argomentazioni addotte sono anche altre: il carattere «orientato all'esportazione» del settore alberghiero derivantegli dal gran numero di turisti stranieri che accoglie, il fatto che anche nella maggior parte dei paesi dell'UE le prestazioni del settore alberghiero beneficiano di un'aliquota speciale e il fatto che mantenere questa aliquota speciale non comporta alcun minor gettito fiscale per la Confederazione. Solo il PLR, il pvl e Suissetec si dichiarano favorevoli a riassoggettare le prestazioni del settore alberghiero all'aliquota normale a decorrere dal 1° gennaio 2018, vedendo nell'aliquota speciale una misura di politica strutturale non in grado di risolvere definitivamente i problemi del settore.

15 Cantoni, 3 partiti, 8 tra associazioni mantello e altre associazioni e organizzazioni invitate a partecipare alla procedura di consultazione, cui si aggiungono gli ulteriori pareri ricevuti da operatori del settore del turismo, si dichiarano favorevoli all'adozione definitiva dell'aliquota speciale. Dopo 20 anni in cui l'aliquota speciale è stata prorogata per ben cinque volte è giunto ora il momento di creare una base legale definitiva perché il settore del turismo ha urgentemente bisogno di poter contare sulla sicurezza di pianificazione. Considerata la forte elasticità della domanda rispetto ai prezzi, le imprese che operano nel settore, molte delle quali già oggi sono in perdita, non avrebbero la possibilità di scaricare sugli ospiti l'aumento dell'aliquota d'imposta né possono accollarsi un onere addizionale di 200 milioni di franchi.

11 Cantoni, 3 partiti, 4 tra associazioni mantello e altre associazioni e organizzazioni invitate a partecipare alla procedura di consultazione più altre 2 organizzazioni chiedono una proroga solo temporanea dell'aliquota speciale fino alla fine del 2020, ritenendo che essa costituisca di fatto un privilegio e, in quanto strumento di politica strutturale, debba essere sottoposta a controlli regolari e mantenuta sotto osservazione a livello politico.

L'usam, il Centre Patronal e la Chambre vaudoise des arts et métiers propongono di prorogare l'aliquota speciale per altri dieci anni, garantendo così una certa sicurezza di pianificazione.