Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/29: Modifica della LAVS (Modernizzazione della vigilanza nel 1° pilastro e sua ottimizzazione nel 2° pilastro della previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità · 82 pagine
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2° pilastro le informazioni relative a eventuali averi di libero passaggio degli assicurati.
Da un lato, tale procedura comporterebbe un onere considerevole per l’Ufficio e per gli istituti di previdenza (che registrano ogni anno oltre 650 000 nuove entrate36). Per ogni nuova entrata, infatti, essi dovrebbero inoltrare una richiesta scritta all’Ufficio centrale del 2° pilastro, che a sua volta dovrebbe consultare la sua banca dati e comunicare il risultato agli istituti di previdenza richiedenti. Questi ultimi dovrebbero poi chiarire l’entità degli eventuali averi di libero passaggio e la possibilità di utilizzarli (integralmente o parzialmente) per il riscatto di prestazioni. Se del caso, dovrebbero provvedere affinché i fondi in questione vengano trasferiti loro (art. 3 cpv. 1 e 11 cpv. 2 LFLP), eventualmente anche superando la resistenza degli assicurati. Se la situazione è cambiata dopo la comunicazione all’Ufficio centrale del 2° pilastro, il nuovo istituto di previdenza deve procedere a ulteriori accertamenti.
Dall’altro lato, però, questo notevole onere supplementare e i costi ad esso connessi sono giustificati dal fatto che la misura descritta permetterebbe di aumentare il numero dei trasferimenti di capitale di previdenza degli assicurati al momento dell’entrata in nuovi istituti di previdenza e, quindi, di mettere meglio in pratica la volontà espressa dal legislatore nell’articolo 4 capoverso 2bis LFLP. Si tratta sia di mantenere la protezione previdenziale che di tutelare l’interesse della collettività al rispetto delle regole fiscali: la costituzione della previdenza professionale è incoraggiata a livello fiscale con la possibilità di dedurre dal reddito imponibile sia i contributi ordinari che i riscatti. Potendo presumere che numerose dichiarazioni siano intenzionalmente inveritiere, appare opportuno migliorare i controlli per evitare che si lascino averi su conti di libero passaggio per costituire parallelamente una nuova previdenza professionale mediante riscatti con agevolazioni fiscali.
4 La normativa proposta nel 1° pilastro
4.1 Premessa
Il 20 novembre 2013 il Consiglio federale ha posto in consultazione la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020, che si prefigge di mantenere il livello delle prestazioni della previdenza per la vecchiaia, garantire l’equilibrio finanziario del 1° e del 2° pilastro e adeguare la previdenza per la vecchiaia all’evoluzione della società. In seguito alla consultazione, diversi elementi sono stati separati dalla riforma per essere trasferiti in un progetto a sé stante, in modo da alleggerire quello della previdenza per la vecchiaia 2020. Questi elementi sono trattati nel quadro della modernizzazione della vigilanza sul 1° pilastro, dato che alcuni di essi sono direttamente o indirettamente legati alla vigilanza. Vi rientrano in particolare l’obbligo per le casse di compensazione di introdurre un SCI, la regolamentazione dello scambio elettronico di dati, la soppressione della possibilità per i Cantoni di delegare la revisione
36 Nel 2009 sono state registrate 653 000 nuove entrate in istituti di previdenza, secondo lo studio dell’UFAS sui costi amministrativi per il 2° pilastro negli istituti di previdenza e nelle imprese (Verwaltungskosten der 2. Säule in Vorsorgeeinrichtungen und Unternehmen, 2011; rapporto di ricerca n. 4/11, in tedesco, con riassunto in italiano).