Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine

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che il Consiglio federale intende trasferire agli assicuratori e affidando il compito di controllo a un organismo indipendente separato dagli assicuratori per evitare conflitti di interessi.

SMVS appoggia pienamente i pareri di FMH, KKA e BEKAG. Ritiene che tra l’aumento dei premi e il numero di medici autorizzati a esercitare a carico dell’AOMS non vi sia un nesso diretto, a maggior ragione nel settore ambulatoriale. Considera che i costi lievitino a causa dell’incremento effettivo del bisogno di risorse mediche imputabile, a sua volta, al fatto che l’invecchiamento della popolazione, i progressi della medicina e una migliore presa in carico delle malattie croniche e rare fa aumentare il numero di casi. È del parere che ogni modifica sostanziale del sistema sanitario attuale rappresenti un grosso rischio per l’intero sistema. Individua inoltre un accanimento nei confronti dei medici, in particolare di quelli che esercitano in regime ambulatoriale, mentre è evidente che si sta profilando una penuria di medici più o meno pronunciata a seconda delle regioni. Auspica infine che in Vallese siano portati avanti gli sforzi volti a riequilibrare l’offerta per garantire tempi d’attesa ragionevoli per le visite specialistiche non vitali.

SVM avverte che l’introduzione di una qualsiasi forma di libertà di contrarre e le relative implicazioni per le professioni mediche e i pazienti sfoceranno inevitabilmente nel lancio di un referendum da parte della FMH, in conformità con le decisioni prese dalla sua federazione.

VZK aderisce pienamente al parere di mfe.

Assicuratori

Curafutura respinge l’avamprogetto nella sua forma attuale in quanto ritiene che la responsabilità dei risultati e quella del finanziamento non coincidano. Per eliminare il conflitto di interessi occorre introdurre al contempo un finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere (stazionarie) a carico dell’AOMS. Secondo curafutura l’avamprogetto limita la libertà dei fornitori di prestazioni e degli assicuratori, rafforza le disparità di trattamento tra fornitori di prestazioni e comporta un aumento della burocrazia.

Pur osservando che il mandato definito dalla CSSS-S nel postulato 16.3001 non è stato adempiuto, Groupe mutuel apprezza – seppur con qualche riserva – la volontà del Consiglio federale di influenzare l’evoluzione dei costi della sanità introducendo la limitazione delle autorizzazioni quale strumento di gestione strategica del settore ambulatoriale. Alla stregua di santésuisse e curafutura, considera necessario finanziare in modo uniforme le prestazioni ambulatoriali e stazionarie e ritiene che i dati, i metodi e i criteri per definire il numero massimo di medici autorizzati debbano essere uniformi e quindi definiti dalla Confederazione al fine di garantire un quadro coerente per la fornitura delle cure. Groupe mutuel preferirebbe che venga introdotta la libertà di contrarre.

Pur valutando positivamente alcuni elementi, santésuisse respinge in toto l’avamprogetto e invita ad avviare una discussione su opzioni più liberali. Reputa inoltre controproducente conferire ai Cantoni la competenza di gestire autonomamente il numero di fornitori di prestazione in quanto ciò acuirebbe i conflitti di interesse già esistenti. Per eliminare questi conflitti occorre introdurre parallelamente un finanziamento uniforme delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali a carico dell’AOMS. Inoltre, dovrebbero essere i Cantoni a pianificare l’offerta in entrambi i settori su base intercantonale. In caso di mancato coordinamento, i Cantoni dovrebbero essere chiamati a finanziare i costi eccedenti. Per quanto concerne la pianificazione intercantonale rimanda a uno studio dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM).

SVV respinge l’avamprogetto in quanto teme che sfoci in 26 varianti diverse di gestione delle autorizzazioni. Lascia inoltre intendere che, proprio per effetto del finanziamento non uniforme delle prestazioni, i Cantoni avranno poco interesse a pianificare in modo accurato e corretto il settore ambulatoriale. Secondo l’associazione, l’intervento dello Stato si giustifica solo nel caso in cui l’offerta sanitaria fosse insufficiente. Pur approvando la volontà del Consiglio federale di agire per contenere l’evoluzione dei costi della sanità, si dichiara favorevole alla separazione dei compiti dei Cantoni e all’allentamento dell’obbligo di contrarre. Pensa inoltre che il Governo non abbia vagliato a sufficienza le opzioni alternative alla gestione strategica dell’offerta.