Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/63: Revisione parziale della legge federale sull'assicurazione malattie (autorizzazione dei fornitori di prestazioni) · 50 pagine

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costi supplementari senza portare alcun beneficio. Per quanto attiene al terzo livello di intervento (art. 55a) H+ reputa che non sia necessario, pur tollerandolo in un’ottica di compromesso, per chiudere una volta per tutte le discussioni sul tema e creare certezza del diritto a lungo termine per gli ospedali, le cliniche e gli istituti di cura. PKS respinge la limitazione delle autorizzazioni in quanto non necessaria.

H+ aggiunge che è giusto che il Consiglio federale abbia rinunciato alla flessibilizzazione della libertà di contrarre e all’introduzione di tariffe differenziate. L’introduzione della libertà di contrarre, politicamente controversa, rischierebbe di venir bocciata alle urne, mentre le tariffe differenziate artificialmente produrrebbero effetti indesiderati e un’eccessiva regolamentazione.

Mfe approva fondamentalmente il fatto che con la revisione parziale si cerchi una soluzione a lungo termine per l’autorizzazione dei fornitori di prestazioni che garantisca la certezza del diritto. Il nuovo disciplinamento aumenta la sicurezza a livello di pianificazione e può attenuare altri effetti indesiderati insiti nel sistema.

OPS condivide l’orientamento generale dell’avamprogetto. Sottolinea tuttavia che, nell’interesse di una revisione sostenibile e orientata al futuro, è necessario tener conto dei dossier presentati e trattati in Parlamento anche in vista della futura revisione dell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal). In questo senso appare opportuno, in previsione della revisione della LAMal e dell’OAMal, creare già ora i presupposti affinché i futuri podologhi diplomati SSS siano considerati fornitori di prestazioni a carico dell’AOMS.

Secondo pharmaSuisse la revisione offre l’opportunità di favorire, con misure che promuovono la concorrenza basata sulla qualità, i fornitori di prestazioni che si impegnano attivamente contro gli incentivi sbagliati e mostrano la loro disponibilità a sviluppare – nell’interesse dell’efficienza delle cure e della sicurezza dei pazienti – approcci interprofessionali e strutturati per la fornitura di prestazioni, in particolare a sviluppare e applicare gli strumenti necessari alla condivisione della responsabilità (ad es. cartella informatizzata del paziente).

Physioswiss rileva che, sebbene nell’avamprogetto venga fatto valere l’argomento del rafforzamento della qualità, l’aspetto centrale sia in realtà un altro, e cioè il ridimensionamento dell’assistenza sanitaria attraverso procedure più restrittive di autorizzazione in modo da risparmiare sui costi. Questo sarebbe allarmante, a maggior ragione in un periodo di penuria di personale specializzato che genera carenze nell’assistenza sanitaria e lunghe liste d’attesa. L’associazione critica anche il fatto che l’avamprogetto non sia il frutto di un coordinamento evidente con la legge sulle professioni sanitarie (LPSan).

SOS Médecins approva particolarmente la volontà di applicare senza eccezioni l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ACLP) e i suoi allegati nell’ambito dell’articolo 36 LAMal. Basandosi su varie fonti, rileva tuttavia che finora nessuna ricerca ha dimostrato l’esistenza di un nesso tra il numero di medici che hanno aperto uno studio e l’aumento dei costi della salute. Ritiene inoltre che l’articolo 55a proposto sia contrario alla Costituzione federale.

Per quanto attiene alla medicina umana, SSO sostiene in molti punti il parere inoltrato da FMH il 20 ottobre 2017.

Secondo Swiss Medi Kids AG il blocco delle autorizzazioni riduce le possibilità di reclutare pediatri nelle aree periferiche con un piccolo bacino di utenza al fine da garantire l’assistenza sanitaria ai più piccoli. Chiede quindi che la revisione parziale precisi che i pediatri sono esclusi dalla regolamentazione delle autorizzazioni o che eventuali formazioni offerte da ospedali equivalenti in Germania e Austria siano equiparate a quelle svizzere.

SW!SS REHA e VAKA respingono le misure volte a limitare le autorizzazioni di fornitori di prestazioni. Con il pretesto di ridurre i costi e di aumentare la qualità, la revisione parziale genera costi amministrativi sensibilmente più alti e un maggiore controllo da parte della Confederazione, dei Cantoni e degli assicuratori. Le misure proposte porterebbero di fatto a un sistema «a tre ostacoli» ai tre livelli di intervento, che a loro volta comporterebbero molte altre condizioni secondarie sul piano legislativo, che almeno in parte sarebbero ampliabili quasi a piacimento.

VLSS è del parere che, sebbene introduca miglioramenti rispetto alla normativa vigente, l’avamprogetto si spinge molto oltre l’obiettivo prefissato in quanto introduce un eccesso di regolamentazione, e pertanto lo respinge.