Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/67: Revisione parziale della legge federale sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP) (Soppressione del termine di cambio dei biglietti di banca) · 14 pagine
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denaro non dichiarato. L’USC è dell’avviso che il termine per il cambio dovrebbe essere riportato a 10 anni.
La Federazione svizzera dei viticoltori è dell’avviso che una soppressione del termine per il cambio senza sostituzione sia inappropriata. Tale misura non sarebbe un obbligo né costituzionale né di diritto pubblico internazionale. Inoltre, non ci sarebbero motivazioni di politica sociale o monetaria che potrebbero giustificare la revisione prevista. Sopprimendo il termine per il cambio si perderebbero risorse finanziarie che attualmente fondssuisse può utilizzare in maniera semplice e non burocratica per fornire assistenza in caso di calamità naturali eccezionali. La Federazione ricorda che ad esempio la viticoltura e l’arboricoltura beneficiano di un sostegno eccezionale del Fondo a seguito dell’ondata di gelo verificatasi nel mese di aprile del 2017. Senza i versamenti della BNS non si potrebbe garantire l’aiuto fornito da fondssuisse in caso di calamità naturali eccezionali, proprio in un momento in cui essi potrebbero diventare più frequenti. Infine ritiene che se il termine per il cambio fosse soppresso senza sostituzione, la BNS dovrebbe essere obbligata per legge a finanziare fondssuisse per poter far fronte ai danni causati da calamità naturali eccezionali.
Agora (organizzazione mantello romanda per l’agricoltura) e Prométerre (associazione vodese per la promozione dei mestieri agricoli) sono contrarie alla soppressione del termine per il cambio e ritengono che ciò priverebbe fondssuisse delle risorse finanziarie essenziali alla luce di un aumento delle calamitià naturali.
2.4 Altre cerchie interessate
La BNS approva il progetto ed è dell’avviso che si tratti di un’eccezione a livello
internazionale da rettificare e che la prassi attuale è difficilmente comprensibile per le
persone interessate. La BNS sottolinea anche che le condizioni di vita che riguardano la mobilità delle persone e le interdipendenze economiche tra i Paesi sono notevolmente cambiate dal 1921, quando è stato stabilito il termine di 20 anni. Nel contempo, da allora anche la speranza di vita è aumentata di oltre 25 anni. Infine, la BNS auspica che le stesse norme si applichino sia alle monete che ai biglietti di banca.
La Posta accoglie favorevolmente la soppressione del termine, che corrisponde alla prassi in vigore negli altri Paesi e considera la riforma appropriata.
Fondssuisse è contrario alla modifica proposta; ritiene che non ci siano ragioni valide per abolire il termine per il cambio e che nessun obbligo di diritto costituzionale o internazionale lo richieda. Inoltre, esso non costituirebbe un pericolo per la reputazione della Svizzera, non porrebbe alcun problema e sarebbe più opportuno farlo conoscere meglio anziché
sopprimerlo. Fondssuisse considera il termine per il cambio uno strumento per la lotta al denaro non dichiarato, alle frodi fiscali e al riciclaggio di denaro, fenomeni che in Svizzera sono accentuati dall’esistenza di banconote da 1000 franchi. Inoltre, ribadisce che
l’eventualità che la BNS effettui un altro versamento non è una ragione per sopprimere tutti i versamenti al fondo, i cui risarcimenti alleggerirebbero le finanze pubbliche. Secondo
fondssuisse, la riforma può avere ripercussioni finanziarie indirette per la Confederazione e i Cantoni. Il probabile aumento delle calamità naturali eccezionali richiede che per la
sopravvivenza del fondo non si tengano in considerazione soltanto gli anni normali, ma anche quelli caratterizzati da calamità naturali. Se il termine per il cambio fosse soppresso, fondssuisse chiede di inserire nella LUMP l’obbligo per la BNS di alimentare il fondo in caso di calamità naturali eccezionali.
Anche la Società svizzera di utilità pubblica (SSUP), che ha istituito il fondo nel 1901, è contraria alla soppressione del termine per il cambio e ritiene che non sussistano pressioni