Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/74: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero dello scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi; (Sviluppo dell'acquis di Schengen) · 84 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla direttiva sulle armi

ad esempio misure di contrasto alla pericolosa pratica del traffico di armi illegali. Dato che la Svizzera già dispone di un’efficace legge sulle armi, la previsione di ulteriori inasprimenti è semplicemente eccessiva. Anche Pro Tell, LEWAS e l’UDC Neuchâtel si esprimono in tal senso.

Anche molti Cantoni sono del parere che il progetto non comporti praticamente alcun vantaggio in termini di sicurezza. In particolare non sarebbe in grado di impedire attacchi terroristici con armi da fuoco. Il Cantone Ticino afferma che le misure proposte sono un semplice palliativo. Non è quindi da escludere che così facendo si vada ad alimentare ancor di più il traffico di armi.

Anche il PPD osserva come in sede di attuazione del progetto si debba preservare la proporzionalità tra i rischi per la sicurezza, gli oneri per i Cantoni e le esigenze di tiratori e sportivi.

Assenza di pragmatismo nella trasposizione della direttiva UE sulle armi

Contrariamente a quanto sostenuto dal Consiglio federale, l’FST, l’ASA e Pro Tell ritengono che, considerati gli inasprimenti previsti, non si possa parlare di attuazione pragmatica della direttiva UE sulle armi modificata.

L’FST sottolinea altresì che il Popolo ha approvato l’adesione a Schengen e Dublino nel 2005 ritenendo – come riportato nella documentazione relativa alla votazione – che i timori circa l’introduzione di pesanti limitazioni nel diritto svizzero in materia di armi fossero infondati. L’avamprogetto prevede però ora proprio pesanti limitazioni. Anche Pro Tell, LEWAS e l’UDC Neuchâtel rinviano allo specifico passaggio nei documenti relativi alla votazione.

Anche l’UDC afferma che la prevista trasposizione della direttiva UE sulle armi modificata comporterebbe grosse limitazioni senza che ve ne sia obiettiva ragione.

Buona parte dei Cantoni e il PPD dubitano a loro volta che nella trasposizione della direttiva UE sulle armi modificata sia stato sfruttato tutto il margine d’azione disponibile.

Ripercussioni sui Cantoni

Gran parte dei Cantoni si sofferma sugli oneri aggiuntivi previsti in futuro a loro carico (cfr. i

n. 3.2 e 4). Anche vari altri partecipanti alla consultazione citano tale aspetto. Il PPD afferma che l’attuazione dell’avamprogetto comporterebbe consistenti oneri burocratici aggiuntivi nei Cantoni, che probabilmente determinerebbero anche un maggiore fabbisogno di personale e maggiori costi.