Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/74: Approvazione e trasposizione nel diritto svizzero dello scambio di note tra la Svizzera e l'UE concernente il recepimento della direttiva (UE) 2017/853 che modifica la direttiva UE sulle armi; (Sviluppo dell'acquis di Schengen) · 84 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla direttiva sulle armi
Importanza dell’associazione della Svizzera a Schengen e a Dublino
I Cantoni di Argovia, Basilea Campagna, Lucerna, San Gallo, Uri e Zurigo nonché la CDDGP sottolineano come non debba essere messa a repentaglio l’associazione della Svizzera agli accordi di Schengen e di Dublino. Si dà particolare risalto allo scambio di informazioni legato a Schengen dal quale dipendono gli organi di sicurezza (Zurigo, Lucerna). Si ipotizza anche un aumento delle procedure d’asilo nel caso venga meno la cooperazione nel quadro degli accordi di Dublino (San Gallo).
Anche il PBD asserisce che se non si dà seguito allo sviluppo dell’acquis di Schengen, ne conseguirà la fine della cooperazione nel quadro degli accordi di Schengen e di Dublino, con rischio di conseguenze negative per la Svizzera. Ad esempio la polizia non avrebbe più accesso al Sistema d’informazione di Schengen, la Svizzera perderebbe molti turisti con il venir meno del visto Schengen e i richiedenti l’asilo respinti in Europa cercherebbero in Svizzera un’altra chance, rischiando quindi di far incrementare il numero di richiedenti l’asilo, di rendere le procedure più lunghe e di cagionare maggiori costi.
Anche il PVL sostiene che il mancato recepimento della direttiva UE sulle armi modificata potrebbe comportare la fine dell’AAS. Una conseguenza comunque da evitare, in quanto la fine dell’adesione a Schengen comporterebbe per la Svizzera non solo gravi ripercussioni negative in materia di politica della sicurezza, ma ostacolerebbe notevolmente anche gli scambi sul piano economico e sociale tra Svizzera e UE.
Anche i Cantoni di Appenzello Interno, Grigioni, Sciaffusa e Soletta, il PPD e la CG MPP fanno riferimento ai vantaggi dell’associazione della Svizzera a Schengen.
Trasposizione pragmatica
Il PLR si dichiara favorevole a una legislazione liberale in materia di armi che tenga conto delle tradizioni svizzere. Le leggi svizzere sulle armi esprimono l’idea tipicamente svizzera del rapporto tra Stato e cittadino non ispirato a fini di controllo ma basato su fiducia e responsabilità personale. Per il PLR è quindi fuori discussione la necessità che il recepimento della direttiva UE sulle armi non metta a rischio la tradizione svizzera del tiro. Il partito approva pertanto che non si tocchi la cessione in proprietà dell’arma d’ordinanza in occasione del proscioglimento dagli obblighi militari, che i tiratori sportivi e i collezionisti possano continuare ad acquisire tutti i tipi di armi, che l’obbligo di appartenere a una società non sia assoluto e che il progetto non preveda l’istituzione di un registro nazionale delle armi.
Il PBD afferma che le proposte del Consiglio federale sono pragmatiche, ragionevoli e realizzabili. Tengono conto delle prassi concrete e in particolare delle richieste di tiratori e cacciatori. Anche il Cantone di Basilea Città si esprime in questo senso.