Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine
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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi
giunge alla concluiosne che se si dimensiona il deposito in modo opportuno, l’interazione tra cemento e materiali cementizi, come ad esempio calcestruzzo e argilla opalina, ha effetti trascurabili sulla sicurezza a lungo termine. Il tema del gas viene illustrato al Capitolo 3.5.17 .
3.5.14 Terremoti
Il partito ecologicodemocratico (PED) Waldshut critica il fatto che sia stata studiata troppo poco l’idoneità a lungo termine dell’argilla opalina per quanto riguarda la formazione di faglie in caso di forti terremoti e che questi eventi siano stati poco considerati. Le indagini sono insufficienti soprattutto in relazione al rischio di terremoto nella Fossa Renana. Secondo B90/Verdi Singen, KLAR! (D) e una persona singola, l’alto Reno e la zona del Lago di Costanza si trovano nella zona sismica 2 secondo le norme DIN, il che lascia presagire, secondo una persona singola, terremoti di magnitudo tra 7 e 7,5 ogni 50 anni. Lo stesso vale anche per la parte svizzera. Occorre inoltre considerare la relazione tra vulcanismo e tettonica e verificare a quale magnitudo potrebbe resistere senza danno un deposito in strati geologici profondi.
Diverse persone singole ritengono (in sintesi) che la Svizzera settentrionale e la Germania meridionale siano «territori sismici» o «a rischio sismico», a causa delle strutture tettoniche della Fossa Renana, della Zollerngraben, dell’Hegau e del Giura, che si trova nella zona di tensione delle Alpi e della placca europea. Alcuni non escludono, a causa dei forti terremoti prevedibili nella zona, una contaminazione radioattiva delle acque di superficie, in particolare del Reno, a causa di un deposito in strati geologici profondi, il che non sarebbe tollerabile considerando le conseguenze sulla popolazione. Vengono citati ad esempio il terremoto di Basilea del 1356 e la previsione di una sua ripetizione o i rilevamenti ad oggi di numerosi eventi sismici nelle regioni interessate o adiacenti. Rispetto alle Alpi, le attività di ricerca sulla tettonica e sulla sismicità nel Giura sono state trascurate negli ultimi decenni. Inoltre, la sicurezza sismica, la cronologia dei forti terremoti e le conseguenze dei terremoti su un deposito in strati geologici profondi non sono state affatto chiarite o solo parzialmente. Tra le conseguenze non note c’è ad esempio lo smembramento nella roccia ospitante. Le scorie radioattive non possono essere stoccate in zone notoriamente sismiche. Questo rappresenta una minaccia che coinvolge anche le future generazioni. Una persona singola sostiene che la valutazione secondo cui le aree di ubicazione ZNO, JO e SR sono «meno sollecitate dal punto di vista tettonico» e «generalmente stabili» contrasta con l’attività sismica rilevata. Così si minimizzano i reali problemi di sicurezza per lo stoccaggio di scorie radioattive.
Una persona singola contesta la semplificazione degli effetti dei terremoti su un deposito in strati geologici profondi, in particolare da parte della Nagra. Questi modelli dovrebbero comprendere anche le faglie preesistenti e la tensione delle montagne e la loro evoluzione durante il periodo di osservazione di un milione di anni. Il modello di stoccaggio incontrollato delle scorie radioattive, ad eccezione del deposito pilota, durante la fase di esercizio e la totale mancanza di controlli dopo la fase di esercizio è da irresponsabili, considerando l’alto rischio sismico della Svizzera settentrionale.
Diverse persone singole ritengono che il rischio sismico unitamente alle altre condizioni di inadeguatezza geologica non siano stati ancora analizzati e che i parametri sismologici non siano stati affatto considerati o solo in modo marginale. Per altre persone singole i dati scientifici sono tuttavia abbastanza evidenti da sconsigliare lo stoccaggio di scorie radioattive in zone sismiche. Per questo motivo, si dovrebbero cercare zone con le più basse classi di rischio sismico per ridurre la probabilità di incidenti.
Altre persone singole pongono l’attenzione sui rischi, in caso di terremoto, per i componenti degli impianti di superficie come le stazioni di trasbordo o sul pericolo di terremoto provocato dal deposito in una zona densamente popolata.