Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine

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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi

Valutazione

Il tema «terremoto» viene affrontato nei criteri di sicurezza tecnica della Parte concettuale del PDGP sotto tre aspetti: primo, i terremoti possono avere un impatto sulle vie di contaminazione (criterio 1.4), secondo, i terremoti provocano delle conseguenze sulla stabilità nel tempo delle proprietà del sito e della roccia (criterio 2.1) e terzo deve essere considerata la questione della prevedibilità dell’evoluzione a lungo termine in seguito a eventi sismici (criterio 3.3).

Rispetto ad altri territori svizzeri, la parte centrale della Svizzera settentrionale è da considerarsi relativamente stabile dal punto di vista sismico. La parte occidentale dell’area di ubicazione JO si trova ad una distanza di oltre 30 km dalla faglia marginale della Fossa Renana. Secondo l’Ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR)200, gli impianti nucleari devono essere configurati in modo da garantire la protezione di persone e ambiente. Nella scelta dei siti occorre evitare le zone di faglia già note. Di conseguenza, nell'area del deposito non devono verificarsi, per quanto possibile, danni gravi a lungo termine della barriera geologica.

Poiché sul territorio svizzero e nei Paesi confinanti non si sono verificati eventi di vulcanismo per diversi milioni di anni, le attività sismiche non devono essere considerate una conseguenza del vulcanismo. Pressoché tutti i terremoti in territorio svizzero, ad eccezione dell’attività nella Fossa Renana nella regione di Basilea, sono da ricondurre alle placche dai margini convergenti, che hanno formato le Alpi. Pertanto il rischio sismico in Svizzera dipende prima di tutto dall’area di conflitto tettonico e dai sistemi di faglia formatisi nel corso del tempo.

La Nagra ha eseguito dei rilevamenti sismici completi per identificare i sistemi di faglia nelle aree di ubicazione e nei loro dintorni. Inoltre, nella terza tappa sono state rilevate, nell’ambito del programma di perforazioni della Nagra, anche le aree di conflitto presenti nel sottosuolo. La situazione tettonica regionale cambierà solo marginalmente durante il periodo di osservazione di un milione di anni. Pertanto l’attuale situazione sismica può essere paragonata alla futura entità del rischio sismico. L’abbassamento nelle Alpi a causa delle ere glaciali, il successivo sollevamento dovuto al sovraccarico dei ghiacci e i terremoti che ne sono derivati, nella Svizzera settentrionale si rilevano in modo molto limitato. Da alcuni anni la Nagra gestisce nel nord della Svizzera una rete di rilevamento terremoti con 15 stazioni per rilevare anche i terremoti di magnitudo non rilevabile dall’uomo. Nella terza tappa si dovrà migliorare progressivamente il livello di conoscenze delle aree di ubicazione da studiare, per quanto riguarda la sismica, la tettonica e la storia geologica di ciascun sito.

Nel caso di un terremoto che si verifica durante la costruzione e l’esercizio di un deposito in strati geologici profondi, quest’ultimo deve resistere alle possibili conseguenze sulle sue installazioni aperte e garantire la sicurezza a lungo termine dopo la sua chiusura. Questo riguarda in particolare anche l’impianto di superficie, in quanto gli effetti delle onde sismiche sugli edifici in superficie sono molto più forti di quelli sulle gallerie sotterranee. Il terremoto di progetto per gli impianti deve essere stabilito solo al momento della licenza di costruzione. Sulla base delle esperienze attuali (ad esempio dagli impianti nucleari di tutto il mondo), è possibile utilizzare una struttura antisismica per la fase di costruzione ed esercizio.

Riduzioni sostanziali delle vie di contaminazione, importanti per la sicurezza a lungo termine, sarebbero pensabili solo in caso di significative deviazioni lungo le zone di faglia all’interno del deposito o nelle sue vicinanze. Poiché tuttavia la roccia ospitante di argilla e le sue rocce circostanti, anch’esse argillose, a seguito di un terremoto di questo genere non sarebbero collegate con la rete di acque in virtù delle

200 Ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR; 814.012)