Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/83: Seconda tappa del Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi · 216 pagine
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Piano settoriale dei depositi in strati geologici profondi
le radiazioni ionizzanti. Le loro ripercussioni non vengono quindi trattate nell’ambito dell’EIA. Nella seconda tappa, ai fini del rilevamento degli effetti radiologici la Nagra ha svolto analisi provvisorie della sicurezza, poi verificate dall’IFSN. Nella terza tappa la Nagra presenterà un rapporto sulla sicurezza per la DAM. Nel capitolo 3.5 e in particolare nel relativo sottocapitolo 3.5.7, il presente rapporto tratta la protezione dell’uomo e dell’ambiente dalla radioattività derivante da un deposito geologico in strati profondi
Oltre ai documenti della consultazione, l’UFE ha pubblicato una rappresentazione complessiva delle potenziali ripercussioni radiologiche e convenzionali sull’uomo e sull'ambiente secondo il livello di conoscenza raggiunto nella seconda tappa285. Per la procedura di autorizzazione di massima nella terza tappa vengono rappresentate le ripercussioni delle radiazioni ionizzanti in un capitolo aggiuntivo del RIA Fase 1, oppure viene presentato un ulteriore «rapporto Espoo» contenente la «rappresentazione chiusa» (richiesta a più riprese) delle ripercussioni convenzionali e radiologiche in Svizzera e sul territorio estero confinante.
L’esame ambientale a livello strategico (EAS) non è espressamente previsto dal diritto svizzero con questa denominazione. Tuttavia la procedura del Piano settoriale e le normative in materia di pianificazione del territorio, ambiente ed energia nucleare ad essa applicate contengono sostanzialmente tutti gli elementi caratteristici di un EAS secondo il diritto europeo: scoping (LPT, parte concettuale PDGP), assessing/reporting (LPT; riduzione della rosa dei siti con analisi provvisorie sulla sicurezza; riduzione della rosa dei siti per gli impianti di superficie con esame delle alternative; studio socioeconomico-ecologico ecc.), public participation (partecipazione regionale); consulting authorities (numerose commissioni di coordinamento e opportunità di prendere posizione) e monitoring.
Le indagini geologiche sotterranee (definite altresì «laboratorio sotterraneo») nell’area geologica (o nelle aree geologiche) di ubicazione vengono autorizzate dall’UFE come indagine geologica ai sensi degli articoli 35 e 36 LENu. A tale proposito viene svolto un EIA autonomo e dettagliato per il progetto edilizio del laboratorio sotterraneo. Le ripercussioni sull’ambiente del laboratorio sotterraneo vengono tuttavia considerate anche nell’ambito della procedura di autorizzazione di massima (EIA Fase 1) al fine non solo di delineare un quadro complessivo degli impianti necessari in relazione a un deposito in strati geologici profondi, ma anche di consentire l’utilizzo - una volta ridotta la rosa e ottenute le autorizzazioni necessarie - di parte del laboratorio sotterraneo per il deposito in strati geologici profondi (cfr. documento di sintesi EIA della Nagra).
La procedura del Piano settoriale e le procedure successive previste dalla LENu prevedono una concretizzazione graduale del progetto, delle sue ripercussioni e della valutazione delle stesse. Le indagini preliminari EIA della Nagra si basano sul livello di conoscenza degli studi di pianificazione per gli impianti di superficie (anche ad es. senza conoscere ancora il perimetro del deposito né la posizione dell’impianto di accesso secondario, delle tratte di trasporto o delle discariche). Pertanto, la portata e la precisione di queste indagini aumenta sensibilmente nella terza tappa in vista dell’elaborazione della DAM e della prima fase del RIA. In caso di EIA multifase, il rapporto (indagine preliminare o RIA) della fase in questione deve attenersi all’essenziale. Pertanto il rapporto non deve trattare problematiche che possono essere chiarite solo in una fase successiva, dopo l’illustrazione dei rispettivi fondamenti e delle relative condizioni quadro. Le indagini preliminari EIA non hanno lo scopo di consentire una valutazione della compatibilità ambientale, bensì sono innanzitutto finalizzate a definire il capitolato d’oneri per la prima fase del RIA, il quale poi costituirà la base per la valutazione della compatibilità ambientale nell’ambito della procedura di autorizzazione di massima. Un’indagine preliminare EIA si prefigge inoltre di evidenziare (in considerazione delle ripercussioni sull’ambiente) le domande, le condizioni quadro, i
285 UFE 2017 «Rapporto riassuntivo sulle ripercussioni dei depositi in strati geologici profondi sull’uomo e sull’ambiente».