Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/33: Iv.pa 09.528 «Finanziamento delle prestazioni della salute da parte di un unico soggetto. Introduzione di un sistema di finanziamento monistico» · 46 pagine
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Per CDS come pure per AG, BE, LU, NW, UR e ZG è indispensabile che tutti i dati e i metodi su cui si basa la determinazione del contributo minimo legale cantonale siano presentati in modo trasparente. Solo così i Cantoni saranno in grado di esaminare e di quantificare le conseguenze finanziarie del passaggio a un finanziamento unitario e il Parlamento potrà rendere conto all’opinione pubblica dell’impatto che il progetto avrà per i contribuenti e gli assicurati.
Inoltre, CDS, AG, BE, LU, NW, UR e VD segnalano che il progetto della CSSS-N garantisce un trasferimento neutrale sotto il profilo dei costi solo per un ambito parziale della responsabilità finanziaria dei Cantoni, ossia per il finanziamento delle prestazioni. Oltre al loro ruolo di finanziatori delle prestazioni e delle cure mediche, i Cantoni contribuiscono ogni anno per svariati miliardi di franchi al finanziamento dei costi sanitari complessivi – segnatamente nell’ambito della riduzione individuale dei premi, del finanziamento delle prestazioni d’interesse generale degli ospedali e della prevenzione – e finanziano i costi amministrativi legati ai compiti di politica sanitaria e di polizia sanitaria di loro competenza.
VD rileva che le precedenti revisioni della LAMal hanno già comportato un notevole onere aggiuntivo per i Cantoni a favore delle assicurazioni complementari (finanziamento ospedaliero) e dell’AOMS (finanziamento delle cure).
Possibilità di gestire l’offerta nel settore ambulatoriale
CDS come pure AG, BE, FR, LU, NW, SO, TI, UR e VS osservano che, stando alla proposta della CSSS-N e prendendo per buona la stima di 7,7 miliardi, i Cantoni dovrebbero trasferire circa il 10 per cento del loro gettito fiscale agli assicuratori malattia senza poter determinare o controllare l’impiego adeguato ed efficiente delle risorse finanziarie. L’attuazione del progetto posto in consultazione violerebbe quindi il principio di equivalenza fiscale e sarebbe in conflitto con la Costituzione federale.
CDS, CLASS e AG, AI, BE, BL, FR, GE, GL, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SZ, TI, UR, VD, VS, ZG e ZH chiedono che ai Cantoni vengano forniti gli strumenti per influenzare in modo mirato l’offerta di cure nel settore ambulatoriale (prestazioni, quantità e qualità). In caso di eccesso di offerta, i Cantoni dovrebbero poter intervenire sul numero di autorizzazioni in una determinata area di specializzazione o sulla distribuzione dell’offerta a livello regionale. Pertanto, il progetto di revisione parziale della LAMal presentato dal Consiglio federale il 9 maggio 2018 è necessario per le nuove autorizzazioni, ma non è sufficiente proprio perché riguarda in primo luogo solo queste ultime. Per quanto attiene alle cure ambulatoriali esistenti, il progetto consente di definire i criteri (perfezionamento, qualità) che i medici autorizzati devono soddisfare per continuare ad esercitare a carico dell’AOMS e la cui inosservanza può se del caso comportare la revoca dell’autorizzazione. Non è però prevista alcuna possibilità per i Cantoni di revocare un’autorizzazione per motivi legati all’assenza di un bisogno. Nel settore ospedaliero la pianificazione e la gestione conformi ai bisogni sono già state introdotte e hanno reso necessaria una serie di adeguamenti strutturali.
Occorre creare una base giuridica federale e garantire l’accesso ai dati necessari affinché i Cantoni possano co-gestire l’offerta di prestazioni ambulatoriali analogamente a quanto avviene nel settore ospedaliero. In questo modo è possibile arrestare efficacemente la tendenza attuale che vede l’offerta di prestazioni – e con essa il volume di prestazioni – superare i bisogni di cure mediche della popolazione e spostarsi sempre più verso il settore ambulatoriale.
CLASS come pure JU e VS sottolineano la necessità di introdurre gli strumenti di gestione richiesti non solo per i medici, ma anche per tutti i fornitori di prestazioni e chiedono che le possibilità di gestione di cui i Cantoni dispongono attualmente nel settore ospedaliero non vengano limitate.
FR è sorpreso dalla mancanza di possibilità di gestione che caratterizza il progetto, tanto più che i Cantoni avevano già respinto una proposta analoga nel 2005.