Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/48: Stabilizzazione dell'AVS (AVS21) · 116 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 98Fedlex · Rapporto esplicativo

Va inoltre rilevato che diversi fattori frenano la flessione della produzione economica. A vari beni e servizi non si applica l’IVA o vi si applica un’aliquota ridotta, cosicché l’aumento dell’imposta non si ripercuoterebbe sul livello generale dei prezzi nella misura di 1,5 punti percentuali. L’esportazione di beni e servizi è esente dall’IVA e quindi non risente del suo aumento. Inoltre, il calo della domanda in Svizzera non riguarderebbe solo i beni e i servizi prodotti nel Paese, ma anche quelli importati. Va poi considerato che le economie domestiche deciderebbero probabilmente di ridurre i loro risparmi per mantenere lo stesso livello di consumi. Nel medio periodo, l’aumento dell’IPC potrebbe anche comportare richieste di aumenti salariali; un incremento del livello dei salari nominali incentiverebbe il consumo. Anche i meccanismi di adeguamento delle prestazioni principali delle assicurazioni sociali sono legati all’indice dei prezzi, completamente o parzialmente. La crescita dell’IPC comporterebbe quindi un aumento degli importi nominali di queste prestazioni.

In base a un modello elaborato dall’istituto di ricerca economica BAK Basel, nel lungo periodo l’aumento delle aliquote IVA si ripercuote sul livello dei consumi in misura pari circa al 50 per cento. A fronte di un aumento di 1,5 punti percentuali si può dunque prevedere un calo del livello dei consumi pari a circa lo 0,75 per cento55.

Infine, il finanziamento supplementare mira a mantenere il livello delle rendite dei beneficiari AVS. Tramite le rendite di vecchiaia, il maggior gettito dell’imposta tornerebbe quindi direttamente alle economie domestiche dei beneficiari, favorendo il consumo di questo gruppo della popolazione. Questo effetto non è però quantificabile.

Ripercussioni per le imprese

Siccome l’IVA può essere scaricata sui consumatori finali, l’aumento delle aliquote d’imposta non avrebbe conseguenze dirette sui costi di produzione. Inoltre dato che, contrariamente alle importazioni di beni e servizi, le esportazioni non sono gravate dall’IVA svizzera, l’innalzamento delle aliquote d’imposta non toccherebbe direttamente la competitività delle imprese svizzere, né sul mercato delle esportazioni né sul mercato interno.

Come indicato in precedenza, l’incremento dei prezzi al consumo indotto dall’aumento dell’IVA potrebbe comportare richieste di aumenti salariali. Un aumento del costo del lavoro indebolirebbe la competitività delle imprese svizzere o, nel caso delle imprese attive in settori fortemente concorrenziali, ridurrebbe i margini di guadagno. Lo stesso vale anche per le imprese che non possono ripercuotere interamente l’aumento dell’IVA sui prezzi al consumo.

Le imprese che forniscono prestazioni escluse dall’IVA e quelle che non sono soggette all’imposta perché conseguono un fatturato annuo troppo basso non possono dedurre l’IVA che grava sulle loro prestazioni precedenti a titolo di imposta precedente. Sono quindi gravate da una tassa occulta. Questo onere potrebbe diventare più significativo con l’innalzamento dell’IVA. In base alle stime dell’AFC la tassa occulta supplementare indotta da un aumento proporzionale di 1,5 punti percentuali delle aliquote IVA ammonterebbe a circa 450 milioni di franchi nei settori della formazione, della salute, dello sport e della cultura (tanto nel settore pubblico che in quello privato).

55 U. Müller et al., «Babyboom-Generation und AHV 2010–2060», in Beiträge zur Sozialen Sicherheit, rapporto di ricerca n. 9/12, Berna 2012 (disponibile in tedesco, con riassunto in italiano).