Rapporto sui risultati

Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 61 pagine

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NANDA. Dalle prestazioni dispensate non è inoltre possibile risalire al bisogno. Quest’ultimo deve essere motivato secondo le scienze infermieristiche.

Organizzazioni della sanità – assicuratori

Curafutura respinge le proposte. È prevedibile che anche aumentando l’onere amministrativo rimarranno comunque delle differenze. Andrebbe imposto un unico sistema completamente trasparente. I sistemi di Paesi esteri non potrebbero garantire questa trasparenza. Per questa ragione, occorre prescrivere l’utilizzo di un sistema basato su un catalogo di prestazioni, come fa BESA. I costi dovuti al cambiamento sono compensati dalla maggiore efficienza a lungo termine e dall’incremento della trasparenza. Le prestazioni obbligatorie e non obbligatorie devono essere chiaramente distinte. Gli assicuratori oggi non sono rappresentati in seno all’organo che sta elaborando il catalogo delle attività (gruppo di coordinamento delle cure di lunga durata). Curafutura propone quindi l’istituzione di un organo nel quale collaborino rappresentanti di fornitori di prestazioni e assicuratori. Il corrispondente disciplinamento deve essere sancito nell’articolo 8b OPre. Curafutura respinge l’estensione delle procedure comuni di controllo e di conciliazione alle case di cura perché fanno riferimento anche alla verifica da parte del medico di fiducia. Tali procedure sono obsolete e non più adeguate ai tempi, dato che sono state rimpiazzate da un controlling individuale degli assicuratori.

santésuisse respinge le proposte, un unico strumento sarebbe più efficace. Le esperienze fatte finora hanno dimostrato che la soluzione ipotizzata non è realizzabile nella prassi. Non è definito a chi compete il riconoscimento degli studi e della loro metodologia, e neppure è chiaro chi deve assumersi gli elevati costi. Se ciò nonostante l’OPre venisse adeguata come da proposta, santésuisse è favorevole a un’estensione della procedura di controllo e di conciliazione alle case di cura.

Organizzazioni della sanità – pazienti/fruitori

OSP e CSA dubitano che la proposta porti nella direzione voluta, considerato che il confine tra cura e assistenza è fluido e difficilmente può essere delimitato in modo netto.

Alzheimer Svizzera chiede che le prestazioni in caso di demenza e le cure palliative siano meglio riprodotte negli strumenti di valutazione dei bisogni. Per il resto, Alzheimer Svizzera condivide il parere di CURAVIVA.

Altre organizzazioni

Besa Care e QSys approvano una determinata uniformazione degli strumenti con la definizione di requisiti minimi e sono dell’opinione che gli obiettivi formulati possano essere raggiunti con i sistemi BESA e RAI/RUG. Allo scopo è tuttavia necessario definire un elenco di attività uniforme e vincolante quale base per le misurazioni dei tempi. Considerato che i fornitori di sistemi non possono imporre ai clienti di svolgere studi dei tempi, l’articolo 8b capoverso 3 dovrebbe prescrivere una rappresentatività «sufficiente», da definire in riferimento ai maggiori fattori rilevanti. La decisione sulla metodologia andrebbe delegata a un organo preposto. Sarebbe inoltre necessario chiarire le questioni legate alla protezione dei dati.

Soddisfare i requisiti minimi entro la fine del 2020 è possibile solo ricorrendo agli studi dei tempi esistenti. Secondo Besa Care e QSys, i dati disponibili sono sufficienti. Uno studio dei tempi richiede almeno due anni e prima devono essere chiarite le questioni citate, senza contare che il solo svolgimento costerebbe all’incirca mezzo milione di franchi. Dovrebbe dunque essere possibile plausibilizzare gli adeguamenti minori ai sistemi con i dati di studi precedenti, altrimenti insorgerebbero costi ingenti che alla fine verrebbero trasferiti sulle case di cura.