Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/52: Modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) (neutralità dei costi, valutazione dei bisogni) · 61 pagine
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5.4 Osservazioni sull’articolo 8a Capoverso 1 Cantoni
Cantoni e CDS propongono di prevedere per il medico un diritto di veto che gli consenta di procedere alla valutazione dei bisogni in collaborazione con il personale infermieristico.
CDS propone di sostituire l’espressione «in collaborazione con il paziente...» con «con il coinvolgimento del paziente... ».
Cantoni e CDS si oppongono al rimando esplicito all’articolo 49 OAMal, in particolare perché tale disposizione riguarda soltanto il personale infermieristico che esercita a titolo indipendente. Ritengono che l’attestazione del conseguimento di un diploma di cui all’articolo 49 lettera a OAMal sia sufficiente per il personale alle dipendenze di una casa di cura o un’organizzazione di assistenza e cura a domicilio. Il contrario renderebbe questi ultimi meno attrattivi come datori di lavoro. La verifica dei due anni di esperienza causerebbe oneri amministrativi sproporzionati.
CLASS è contraria alla norma che chiede agli infermieri di attestare due anni di attività pratica per poter effettuare la valutazione dei bisogni.
Associazioni mantello nazionali dell’economia
Sia USAM sia USS respingono il rimando esplicito all’intero articolo 49 OAMal e reputano che dover attestare un’attività pratica di due anni non sia necessario per il personale delle case di cura e delle organizzazioni di assistenza e cura a domicilio.
Organizzazioni della sanità – fornitori di prestazioni
La grande maggioranza dei fornitori di prestazioni che si sono espressi è contraria all’esigenza di dover attestare due anni di attività pratica. A loro parere, i diplomati sono dall’inizio formati a svolgere la valutazione dei bisogni e i datori di lavoro li formano in seguito all’utilizzo degli strumenti specifici (PLAISIR, BESA, RAI Homecare ecc.).
ASPS propone di sostituire l’espressione «in collaborazione con il paziente...» con «con il coinvolgimento del paziente...».
FMH chiede una distinzione tra cure di base e cure di base psichiche, dato che per queste ultime la valutazione dei bisogni deve avvenire in collaborazione con il medico curante.
Curacasa, VAKA e VFP AFG Spitex Pflege sono contrarie alla norma che chiede agli infermieri di attestare due anni di attività pratica per poter effettuare la valutazione dei bisogni.
Organizzazioni della sanità – assicuratori
Per curafutura anche qui la distinzione tra i tipi di prestazione non ha ragione d’essere, in nessuno di tali casi è necessaria la collaborazione del medico per la valutazione dei bisogni.
Secondo santésuisse in tutti i casi è necessaria l’approvazione esplicita del medico.
Organizzazioni della sanità – pazienti/fruitori
Anche secondo OSP il rimando alle condizioni dell’articolo 49 OAMal è inaccettabile. L’attestazione di due anni di attività pratica non deve essere necessaria per il personale alle dipendenze di case di cura e organizzazioni di assistenza e cura a domicilio.