Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/89: Servizi di mobilità multimodale · 59 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 37Fedlex · Rapporto sui risultati
Una chiara maggioranza ha risposto SÌ a questa domanda, ossia ritiene che gli altri fornitori di mobilità debbano essere tenuti per legge ad aprire i loro sistemi di distribuzione, adducendo soprattutto (TI,
NE, VS, UR, SH, JU, AG, AR, GL, TG, BE, VD, PS, PPD, UCS, SG, ATA, SEV, Pro Bahn) motivi di pari trattamento (principio di reciprocità). Un simile obbligo è considerato indispensabile dal settore dei TP e da ZH, mentre SOB reputa opportuno prevederlo qualora le normative del settore si rivelassero insufficienti a garantire la completa apertura dell'infrastruttura di distribuzione nei TP e propone di renderlo in questo caso tassativo per i fornitori di mobilità esterni la cui offerta contenga dati e/o servizi pubblici, ad esempio dei TP. Secondo alcuni partecipanti per l'apertura di fornitori di mobilità terzi occorre creare basi legali diverse dalla LTV, giudicata inadatta allo scopo (OW, GE, I Verdi). Per MaaS Global, un obbligo legislativo è particolarmente utile per sviluppare proprie soluzioni multimodali e rappresenta uno strumento efficace per garantire la sostenibilità globale del sistema di trasporto.
L'obbligo trova IN PARTE d'accordo COMCO, BS e SVI. Secondo la prima bisogna esaminarne le ripercussioni sui fornitori di mobilità interessati e sull'economia, analizzando nel contempo anche gli effetti di altre soluzioni possibili quali ad esempio quella di vincolare la partecipazione facoltativa dei fornitori di mobilità privati alla piattaforma di distribuzione generale con l'apertura del proprio sistema di distribuzione. BS e SVI preferirebbero che l'obbligo fosse limitato a determinati fornitori di mobilità, ovvero a quelli che ricevono aiuti statali o che chiedono l'accesso all'infrastruttura di distribuzione nei TP in veste di intermediari della mobilità.
Risponde NO quasi un terzo dei partecipanti, ritenendo che un simile obbligo costituisca una notevole e ingiustificata interferenza nella libertà economica. A parere di diversi partecipanti (TCS, CTP e 9 Cantoni), vista la diversità delle condizioni generali un'azienda privata non può essere di per sé equiparata a un'impresa dei TP sovvenzionata dallo Stato. Secondo CTP e altri Cantoni, per raggiungere l'obiettivo del progetto si deve rimuovere nella misura del possibile qualsiasi ostacolo al commercio per i fornitori interessati a proporre offerte multimodali (tra cui rientrano anche le imprese di trasporto). economiesuisse, asut, HKBB e hotelleriesuisse si chiedono se un simile obbligo non sia anticostituzionale (libertà economica, proporzionalità, ecc.).