Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/71: Decreto federale che approva e traspone i regolamenti (UE) 2019/817 e 2019/818 sull'interoperabilità (sviluppo dell'acquis di Schengen) · 64 pagine
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aggiunte nuove funzioni agli attuali e futuri sistemi d’informazione. Per le autorità non vi sarà alcun cambiamento per quanto riguarda gli attuali diritti di accesso ai sistemi sottostanti.
I due regolamenti UE sull’interoperabilità sono stati elaborati in seguito agli attacchi terroristici perpetrati a partire dal 2015 nello spazio Schengen e alla luce delle crescenti sfide nel settore della migrazione. Lo sviluppo e l’ampliamento della struttura IT dell’UE sono considerati elementi essenziali per poter garantire un miglioramento della sicurezza nello spazio Schengen. L’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE assume un ruolo primario nel colmare le attuali lacune nel settore della sicurezza. La semplificazione dello scambio di dati tra i diversi sistemi d’informazione consentirà, tuttavia, anche controlli più rapidi ed efficaci alle frontiere esterne dello spazio Schengen contribuendo così al contrasto della migrazione illegale. Le informazioni disponibili potranno infatti essere utilizzate in modo più efficiente e mirato, apportando un importante valore aggiunto al lavoro delle autorità di controllo delle frontiere, migratorie e di perseguimento penale.
Il 21 maggio 2019 i due regolamenti UE sono stati notificati alla Svizzera come sviluppi dell’acquis di Schengen. Il 14 giugno 2019, il Consiglio federale ha approvato gli scambi di note concernenti il recepimento dei regolamenti UE, con riserva di approvazione parlamentare. Le rispettive note di risposta sono state trasmesse all’UE il 19 giugno 2019. L’obiettivo del presente avamprogetto è quello di recepire entro i termini prestabiliti gli sviluppi dell’acquis di Schengen e di creare le necessarie basi giuridiche per la relativa trasposizione.
1.2 Svolgimento dei negoziati
Il 12 dicembre 2017 la Commissione europea ha presentato due proposte di regolamento sull’interoperabilità, che insieme costituiscono le basi giuridiche per l’istituzione dell’interoperabilità tra i sistemi d’informazione dell’UE nei settori delle frontiere, della migrazione e di polizia. Le discussioni in seno al Consiglio dell’UE si sono protratte da gennaio a giugno 2018. Le discussioni sono state particolarmente intense, soprattutto per quanto riguarda i temi seguenti:
- Attuazione: oltre alle ripercussioni finanziarie per gli Stati Schengen, sono state
trattate le conseguenze dell’implementazione sui controlli delle persone alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Sono stati espressi dubbi in particolare per quanto riguarda la fattibilità tecnica di un’interrogazione simultanea di tutti i sistemi interoperabili durante i controlli alle frontiere esterne.
- Aumento del fabbisogno di personale: è stata più volte inserita all’ordine del
giorno la questione relativa all’aumento del fabbisogno di personale per gli Stati Schengen e agli oneri aggiuntivi per i servizi esistenti quali ad esempio gli uffici SIRENE5.
5 SIRENE è l’acronimo di «Supplementary Information Request at the National Entries». Ciascuno Stato partecipante a Schengen dispone di un ufficio nazionale operativo 24 ore su 24, competente per lo scambio di informazioni e il coordinamento della procedura da adottare in caso di riscontro positivo nel SIS.