Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 53 pagine

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questo tipo sono quantificabili in oltre 6 miliardi di franchi l’anno2. Un adeguamento dell’aliquota di conversione è dunque necessario affinché gli istituti di previdenza – in particolare quelli che assicurano le prestazioni minime o prestazioni di poco superiori al minimo legale – possano ridurre queste ridistribuzioni.

Se si vuole garantire il mantenimento del livello delle prestazioni LPP, sono necessarie misure compensative. Senza di esse, l’adeguamento dell’aliquota minima di conversione farebbe infatti diminuire il livello delle prestazioni, il che sarebbe inaccettabile, considerato che uno degli obiettivi principali della presente riforma è proprio il mantenimento del livello delle rendite. Le varie misure previste (adeguamento dell’aliquota minima di conversione e misure compensative) sono descritte in dettaglio di seguito (n. 3).

Nella previdenza sovraobbligatoria la competenza di fissare l’aliquota di conversione spetta all’organo supremo (paritetico) dell’istituto di previdenza. Gli istituti di previdenza che assicurano anche la parte sovraobbligatoria possono quindi fissare un’aliquota di conversione basata sui parametri attuariali da essi applicati. Ciò significa concretamente che l’aliquota di conversione di tali istituti può essere inferiore a quella minima, in quanto solo nella previdenza obbligatoria si deve applicare l’aliquota minima di conversione. Questi istituti di previdenza sono tenuti a considerare l’aliquota minima di conversione soltanto nel cosiddetto «conto testimone», tenuto per ogni assicurato per provare che sono fornite le prestazioni minime previste dalla LPP. Questo permette loro di evitare, almeno in parte, le perdite dovute a un’aliquota di conversione troppo elevata.

Da diverse fonti emerge che l’aliquota di conversione media degli istituti di previdenza con prestazioni integrate è in costante calo. Secondo uno studio3, alla fine del 2018 essa si attestava al 5,87 per cento. Si può dunque constatare che gli istituti di previdenza con prestazioni integrate prendono le misure necessarie per reagire al difficile contesto attuale, ma questo ha un prezzo, vale a dire nuove rendite più basse.

Nei piani previdenziali minimi LPP l’aliquota minima di conversione è applicata invece direttamente e deve quindi essere fissata in maniera tale da poter essere finanziata anche dagli istituti di previdenza che operano solo nel campo della previdenza professionale minima LPP. Circa un dodicesimo degli assicurati è assicurato esclusivamente nel quadro della previdenza professionale minima LPP e un altro 25 per cento circa è fortemente influenzato dall’aliquota minima di conversione, poiché solo una piccola parte dell’avere di vecchiaia è assicurata secondo il regime sovraobbligatorio.

1.2 Lavori preliminari

1.2.1 Seguito della votazione sulla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020: risultati dei colloqui svolti con gli ambienti interessati

In seguito alla bocciatura della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 nella votazione popolare del 24 settembre 2017, alla fine di ottobre del 2017 sono stati svolti

2 CAV PP, Situation financière des institutions de prévoyance, 2017 (disponibile anche in tedesco).

3 Swisscanto Previdenza SA, Etude sur les caisses de pension en Suisse en 2018, 2018 (disponibile anche in tedesco).