Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 53 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 9Fedlex · Rapporto esplicativo

colloqui con tutti i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, con le parti sociali e le organizzazioni interessate. Da questi colloqui è emerso un ampio consenso sulla necessità di presentare una nuova riforma per far fronte ai problemi demografici ed economici. Sono stati inoltre confermati gli obiettivi della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, ovvero il mantenimento del livello delle prestazioni della previdenza per la vecchiaia e la garanzia del finanziamento. La maggior parte degli attori che hanno partecipato ai colloqui ritiene necessaria una riforma sia dell’AVS che della previdenza professionale, ma è del parere che vi si debba procedere separatamente e con calendari diversi.

1.2.2 Opzione scelta

Su proposta delle parti sociali, il Consiglio federale ha deciso di coinvolgere nei lavori della riforma della previdenza professionale le associazioni mantello nazionali delle parti sociali (Travail.Suisse, USS e USI), come era già stato fatto per la revisione della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni. Data la disponibilità delle parti sociali a elaborare proposte concrete, nell’aprile del 2018 sono state fissate le modalità della collaborazione insieme con le parti sociali. Dopo intensi lavori, il 2 luglio 2019 USI, Travail.Suisse e USS hanno presentato una proposta di riforma della previdenza professionale (proposta delle parti sociali). L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) non ha aderito alla proposta di queste organizzazioni, ma ha presentato un proprio modello per la riforma LPP (modello USAM).

1.2.3 Soluzione di compromesso delle parti sociali

Dopo aver analizzato diversi modelli, USI, USS e Travail.Suisse hanno concertato una soluzione congiunta che combina una riduzione dell’aliquota minima di conversione con misure per garantire il mantenimento del livello delle prestazioni e migliorare la copertura assicurativa dei lavoratori a tempo parziale o con redditi modesti.

La proposta delle parti sociali prevede le misure seguenti.

– L’aliquota minima di conversione applicata per il calcolo della rendita sarà ridotta in un’unica volta, al momento dell’entrata in vigore della revisione, dal 6,8 al 6,0 per cento.

– A ciascuno dei futuri beneficiari di rendite di vecchiaia e d’invalidità della previdenza professionale sarà versato un supplemento di rendita finanziato solidalmente mediante un contributo pari allo 0,5 per cento del reddito annuo soggetto all’AVS fino a concorrenza di 853 200 franchi (nel 2019).

– La deduzione di coordinamento, che determina il salario assicurato, sarà dimezzata, il che comporterà un aumento immediato di quest’ultimo. In questo modo, sarà migliorata la copertura assicurativa nella previdenza professionale obbligatoria in particolare per i lavoratori a tempo parziale.

– Gli accrediti di vecchiaia (contributi salariali) per il 2° pilastro verranno adeguati: nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni si applicherà un’aliquota del 9 per cento sul salario soggetto alla LPP e a partire dai 45 anni un’aliquota del 14 per cento. In questo modo le aliquote degli accrediti di vecchiaia diminuiranno sensibilmente proprio per i lavoratori più anziani, mentre aumenteranno per la fascia d’età più giovane.