Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/85: Messaggio concernente la riforma della previdenza professionale · 53 pagine

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Avamprogetto e rapporto esplicativo sulla riforma della previdenza professionale (Riforma LPP)

1 Situazione iniziale

1.1 Necessità di agire

Nei prossimi decenni il sistema svizzero della previdenza professionale dovrà far fronte alle seguenti sfide dell’evoluzione demografica ed economica:

• le prestazioni devono essere versate per un periodo di tempo più lungo, poiché la speranza di vita aumenta;

• il basso livello dei tassi d’interesse comporta una riduzione dei redditi del capitale di vecchiaia e crea uno squilibrio tra gli impegni presi e il loro finanziamento a lungo termine.

Queste sfide rendono necessario un adeguamento dell’aliquota minima di conversione. Questa aliquota è utilizzata per calcolare l’importo della rendita della previdenza professionale. In generale, si applica nei piani con primato dei contributi basati sull’alimentazione di un avere di vecchiaia e quindi anche all’assicurazione obbligatoria secondo la legge federale del 25 giugno 19821 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP). L’aliquota di conversione determina l’entità della rendita annua, ovvero stabilisce come dividere l’avere di vecchiaia per stabilire le rendite annue. Supponiamo che, al termine della carriera lavorativa, un assicurato disponga di un avere di 500 000 franchi. Se l’aliquota di conversione ammonta al 6,8 per cento, egli riceverà una rendita annua di 34 000 franchi (500 000 fr. x 6,8: 100).

Per la parte obbligatoria della previdenza professionale, la legge stabilisce un’aliquota minima di conversione, che dal 2014 ammonta al 6,8 per cento sia per gli uomini che per le donne all’età di 65 e 64 anni rispettivamente. Questa aliquota richiede un rendimento lordo di circa il 5 per cento. Considerata la situazione attuale sui mercati finanziari (cfr. n. 1.6), appare chiaro che questo rendimento è impossibile da raggiungere a lungo termine, il che crea uno squilibrio tra la prestazione da versare e il suo finanziamento a lungo termine, dato che l’avere di vecchiaia costituito non è sufficiente per il versamento della rendita per tutta la durata prevista. Questo squilibrio causa solidarietà indesiderate all’interno degli istituti di previdenza. Gli assicurati attivi devono fornire un finanziamento supplementare, sotto forma di riduzione del tasso d’interesse corrisposto sul loro avere di vecchiaia oppure di contributi di risanamento, per garantire il pagamento delle prestazioni versate ai pensionati. D’altra parte, per gli istituti di previdenza che presentano una struttura d’età sfavorevole, ossia una proporzione relativamente elevata di pensionati rispetto agli assicurati attivi, diventa ancora più difficile finanziare le prestazioni tramite gli assicurati attivi. Secondo la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP), le ridistribuzioni di

1 RS 831.40