Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/30: Revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP) · 13 pagine

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si applica a progetti già in corso, la cui pianificazione non può più essere modificata sostanzialmente. Inoltre, si teme che l'articolo 7 capoverso 1bisLOP possa costituire un pregiudizio per l'intero settore finanziario.

4.3 Privatizzazione parziale di PostFinance SA

Nell'ambito della procedura di consultazione il Consiglio federale apre la discussione su diversi temi che non sono parte integrante del progetto, ma collegati ad esso. Il primo di questi temi è l'apertura a terzi dell'azionariato di PostFinance nel quadro delle disposizioni in vigore (art. 14 cpv. 2 LOP), ossia la vendita fino a un massimo del 50 per cento, meno un’azione, del capitale azionario («privatizzazione parziale»).

Oltre alla Posta, si dichiarano d'accordo anche i Cantoni Argovia, Appenzello Esterno, Ginevra e Uri, sostenendo la posizione del Consiglio federale.

Al momento attuale, non sono d'accordo i Cantoni Basilea Città, Berna, Glarona,

Giura, Obvaldo, Sciaffusa, Svitto, Soletta, Ticino, Turgovia, Zugo e Zurigo. A loro avviso, non esistono (ancora) le basi per un tale passo; la questione di un'eventuale privatizzazione parziale di PostFinance dovrebbe essere chiarita nell'ambito di un nuovo orientamento globale, che riguarderebbe tra l'altro la futura struttura e il finanziamento del servizio universale con servizi postali e prestazioni del traffico dei pagamenti nonché la futura strategia del proprietario e la governance della Confederazione. L'argomento contro la privatizzazione parziale è che i fondi destinati agli azionisti terzi non sarebbero disponibili per finanziare il servizio universale. È inoltre considerato proble-KEIN

matico il fatto che anche nel caso di una privatizzazione parziale i contribuenti dovrebbero sopportare l'intero rischio imprenditoriale, vista la garanzia statale implicita, mentre gli azionisti privati potrebbero reclamare una parte delle indennità a copertura del proprio rischio. Il PS, i Verdi, l'USS, Travailsuisse, Syndicom, Transfair, le organizzazioni per la protezione dei consumatori e il Gruppo svizzero per le regioni diORIGINAL

montagna temono che gli investitori privati aumentino la pressione per ottimizzare i costi e smantellare il servizio universale, a scapito degli interessi dei clienti, dei lavoratori e delle regioni periferiche. I Cantoni Appenzello Interno, Basilea Campagna e Grigioni, la CDF, i partiti UDC, PLR e pvl, le associazioni economiesuisse, ASB e Raiffeisen Svizzera sono contrari a una privatizzazione parziale, poiché la reputano insufficiente, e chiedono una privatizzazione maggioritaria o completa di PostFinance, contemporaneamente alla revoca del divieto o prima dell'abrogazione dell'articolo 3 capoverso 3 LOP. Essi forniscono motivazioni di ordine politico e di concorrenza contro l’idea di una «banca del popolo» controllata dallo Stato; inoltre, dubitano che si possa attuare con successo una privatizzazione parziale di PostFinance. Anche i pareri di UBCS e UBRS vanno nella stessa direzione. L'ACS, invece, auspica un vincolo maggiore di PostFinance alla Posta o, se non dovesse essere (più) necessaria per l'adempimento dei compiti della Posta, propone di liquidarla completamente.

4.4 Fornitura del capitale d'emergenza regolamentare

Il secondo tema affrontato nell'ambito della procedura di consultazione è la garanzia di capitalizzazione della Confederazione a favore della Posta per la copertura della carenza prevista nell'ambito dei fondi propri regolamentari, in particolare per quanto riguarda il capitale d'emergenza.

I partecipanti che si sono espressi sulla questione si dividono in due categorie pressappoco uguali di sostenitori e oppositori.

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