Rapporto OPIE

Consultazione 2020/53: Revisioni totali dell'ordinanza sulla sicurezza degli impianti di trasporto in condotta e dell'ordinanza sull'applicazione delle salvaguardie nonché altre modifiche di ordinanza nel settore dell'UFE con entrata in vigore il 1° luglio 2021 · 5 pagine

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Rapporto esplicativo concernente

la revisione dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici

(OPIE; RS 734.25)

1. Punti essenziali del progetto

Gli impianti di produzione di energia collegati a una rete di distribuzione (a bassa tensione), se costruiti in modo difettoso, attraverso retroazioni sulla rete possono disturbare e mettere in pericolo la rete e gli altri impianti ad essa allacciati. Per questo motivo, e poiché all'epoca non era possibile garantire la protezione contro tali pericoli con altri strumenti di controllo e di sorveglianza, questo tipo di impianto è stato sottoposto all'obbligo d’approvazione dei piani (art. 1 cpv. 1 lett. c n. 2 dell'ordinanza del 2 febbraio 2000 sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici [OPIE; RS 734.25]). Attualmente l'obbligo d’approvazione dei piani si applica agli impianti a partire da una potenza superiore a 30 kVA. Nell'ambito di questa procedura d'approvazione dei piani vengono tuttavia controllati solo gli impianti a bassa tensione necessari per l'allacciamento alla rete di distribuzione a bassa tensione. Nell'OPIE questi impianti a bassa tensione sono definiti semplicemente «impianti di produzione di energia» (IPE). Tutti gli altri componenti dell'impianto, come ad esempio i pannelli fotovoltaici o componenti meccanici quali le turbine, non sono oggetto della procedura d'approvazione dei piani.

Nell'ambito dei lavori in relazione alle modifiche delle ordinanze nel settore dell'energia, che entreranno in vigore presumibilmente il 1° gennaio 2021 e che mirano, tra l’altro, a migliorare gli incentivi nel campo degli impianti fotovoltaici, sono state esaminate anche le procedure ed è stato individuato il potenziale di ottimizzazione. Come illustrato qui di seguito, rafforzando gli attuali strumenti di controllo sanciti nell'ordinanza del 7 novembre 2001 sugli impianti a bassa tensione (OIBT; RS 734.27) è possibile rinunciare a una previa approvazione dei piani. Nel contempo, grazie a questo cambiamento di regime per le autorizzazioni rilasciate agli installatori di IPE, si compie un ulteriore passo verso la liberalizzazione, allentando le condizioni di ammissione all'esame specialistico (cfr. rapporto esplicativo del giugno 2020 concernente la modifica dell'OBIT).

Gli strumenti dell'OBIT attualmente in vigore per garantire la sicurezza elettrica prescrivono che gli impianti a bassa tensione debbano essere installati da specialisti e, in seguito, controllati in modo indipendente. L'ulteriore esame della sicurezza di questo tipo di impianto nell'ambito di una procedura d'approvazione dei piani comporta un doppione unico nel suo genere nella legislazione in materia di energia elettrica. Per questo motivo è opportuno rinunciare in futuro all'approvazione dei piani per gli IPE prevista dalla legislazione in materia di energia elettrica. La soppressione del controllo preventivo sarà compensata con un aumento dell'attività di controllo da parte dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (ESTI).

Inoltre, va sottolineato che nel frattempo sono state elaborate e messe in vigore numerose norme per i componenti e gli elementi degli IPE (in particolare per gli invertitori). Ormai i componenti conformi alle norme impediscono in modo affidabile inammissibili retroazioni sulla rete. Per di più, grazie a significativi miglioramenti tecnici in fatto di materiali e componenti, è stato possibile ridurre in modo significativo il potenziale di rischio di tali impianti. Infine, anche i gestori di rete hanno emanato prescrizioni volte a proteggere le reti dai pericoli derivanti dagli IPE allacciati e formulato i relativi requisiti tecnici. In questo modo è stato possibile ridurre in modo drastico il potenziale di rischio derivante da un impianto difettoso.

2. Ripercussioni finanziarie, sulle risorse umane e altre ripercussioni per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni

Con l’abolizione dell'obbligo d’approvazione dei piani per gli IPE, l'ESTI perderà entrate derivanti dalle tasse nell’ordine di un milione di franchi all'anno. Nel contempo, verrà meno l’onere legato alle procedure d'approvazione dei piani. L'ESTI dovrà tuttavia sostenere ulteriori spese per intensificare la sua