Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/56: Credito d'impegno destinato a indennizzare l'offerta di trasporto del traffico regionale viaggiatori (TRV) negli anni 2022-2025 · 10 pagine
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Référence : BAV-313.00-12/6/4/9/3
Aumenti del credito di diversa entità richiesti da alcuni attori consultati
Nella consultazione sono state altresì avanzate diverse proposte di aumento del credito d'impegno. Le imprese di trasporto FFS e RhB nonché le organizzazioni RAILplus, UTP, LITRA e ATA chiedono di valutare le potenzialità di un aumento del credito d'impegno ai fini di una migliore presa in considerazione delle conseguenze finanziarie della crisi COVID-19 sulle IT.
Le FFS, ad esempio, prevedono un notevole incremento dei costi di produzione negli anni 2022–2025 citando, tra le cause, i numerosi cantieri in calendario, le spese di manutenzione e la sostituzione del materiale rotabile, il reclutamento di macchinisti e la sostituzione dei sistemi di distribuzione. Benché per compensare tali costi supplementari abbiano lanciato un programma interno di ottimizzazione dell'efficienza e della produttività, ritengono che i fondi previsti dalla Confederazione non copriranno le spese da sostenere per il loro comparto del TRV, con la conseguenza che nel periodo 2022–2025 il disavanzo cumulato ammonterà a 160 milioni di franchi. Pertanto, chiedono che sia valutata la possibilità di considerare questo incremento dei costi nel credito d'impegno.
I Cantoni JU e UR nonché il SAB ritengono che il credito d'impegno vada aumentato a 4462 milioni di franchi, conformemente alla stima dell'UFT. Secondo il Cantone VD, questo importo dovrebbe costituire il minimo. I Cantoni FR e GE, invece, chiedono un riesame del credito senza specificarne l'ammontare.
Il PSS nonché i sindacati SEV e USS si spingono oltre e chiedono di riconsiderare la valutazione dell'UFT affinché il tasso di aumento annuo del credito sia portato dall'1 al 2 per cento. A loro avviso, quello proposto nel progetto messo in consultazione è insufficiente e va relativizzato: la parte corrispondente al rincaro non costituisce un incremento reale e l'aumento proposto, inferiore a quello del credito d'impegno precedente, è criticabile se si considera l'obiettivo di ampliare la quota modale dei trasporti pubblici. Dubitano inoltre che con un tasso di aumento dell'1 per cento si potranno raggiungere gli altri obiettivi del credito, in particolare quello di finanziare le misure di decarbonizzazione dei trasporti pubblici. Giudicano infine insufficienti anche i fondi destinati all'innovazione.
Le imprese FART e RhB nonché l'organizzazion RAILplus respingono la diminuzione delle indennità negli anni 2024–2025 prospettata nel rapporto esplicativo dell'avamprogetto.
Aumento di credito disapprovato da una minoranza
Economiesuisse, l’USI, il CP e l’UDC ritengono che l'importo di 4398 milioni di franchi proposto per il credito d'impegno sia troppo elevato. Secondo le prime due, la ricerca di un miglior rapporto costi-benefici e il calo della domanda faranno diminuire il fabbisogno di finanziamenti pubblici. Il CP chiede di congelare l'importo ai livelli del periodo 2018–2021, ossia a 4,1 miliardi di franchi. L’UDC ritiene che le spese per il TRV stiano crescendo in maniera incontrollata e che vada quindi posto un limite all'evoluzione dei costi e verificata la redditività dei servizi esistenti, riconsiderando la situazione attuale e l'evoluzione futura anche alla luce del mutato comportamento dei viaggiatori. Ai suoi occhi, un incremento delle spese appare irresponsabile, tenuto conto di quelle ingenti sostenute dalla Confederazione e dell'aumento del debito pubblico contratto per far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19. L'UDC e il CP si chiedono inoltre se i controlli sui sussidi siano sufficienti, visti i casi AutoPostale e BLS.
2.2.2. Presa in considerazione delle conseguenze della pandemia COVID-19 per il periodo 2022–2025
La quasi totalità dei partecipanti alla consultazione sottolinea l’importanza di coprire le ripercussioni finanziarie della crisi COVID-19 per gli anni 2022–2025.
La CTP e la maggioranza dei Cantoni chiede che la Confederazione ne assicuri il finanziamento, mediante un aumento ulteriore del credito d'impegno o una soluzione alternativa. Secondo il Cantone VS sarebbe ipotizzabile un adeguamento del credito una volta note le ripercussioni della crisi COVID-19. I Cantoni SG, TG e ZH sono decisamente contrari a un'assunzione esclusivamente cantonale delle
5/10 BAV-D-96623401/201