Rapporto sui risultati

Consultazione 2020/63: 17.448 n Iv.Pa. Aumento del limite determinante della cifra d'affari in modo da permettere alle associazioni sportive e culturali di essere esentate dall'IVA · 18 pagine

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4 Principali risultati della consultazione

Nel complesso sono pervenute 293 risposte, di cui otto in cui si rinuncia espressamente a presentare un parere sul contenuto del progetto (GL, FL, CDCF, Partito ecologista svizzero, Unione svizzera degli imprenditori, Unione delle città svizzere, Städtische Steuerkonferenz, Stiftung für Konsumentenschutz). Si sono espressi in merito al progetto 25 Cantoni, cinque partiti (Alleanza del Centro, PLR, pvl, PSS e UDC) e 255 organizzazioni e associazioni. Tra queste ultime si contano 239 associazioni sportive (soprattutto dei settori del calcio e dell’hockey su ghiaccio), il loro parere riprende quasi integralmente il tenore della presa di posizione di Swiss Olympic.

4.1 Posizioni di massima dei partecipanti alla consultazione

4.1.1 Necessità di intervento

La maggioranza dei partecipanti riconosce la grande importanza sociale del lavoro di milizia. Ad eccezione del pvl, di economiesuisse, di EXPERTsuisse, del KG e dell’Eishockeyclubs Illnau-Effretikon, tutti i partecipanti ritengono sia necessario innalzare il limite della cifra d’affari determinante per l’assoggettamento all’IVA. I sostenitori del progetto sono in disaccordo su quanto questo limite dovrebbe essere aumentato. Le proposte spaziano da un limite di 200 000 franchi a uno di 750 000 franchi, mentre il Cantone JU suggerisce un’esenzione per le associazioni interessate.

4.1.2 Aumento del limite della cifra d’affari a 200 000 franchi (proposta della maggio-

ranza della CET-CN)

I Cantoni AG, AI, BS, GE, NE, NW, SZ, TG, TI, UR e ZH, l’Alleanza del Centro, il PSS e l’UDC, il CP, la DANZH, GastroSuisse, l’USAM e l’USS sono a favore di un aumento del limite della cifra d’affari a 200 000 franchi. Per evitare di accentuare eccessivamente le distorsioni della concorrenza, i Cantoni GE, NE, NW, SZ, TG e ZH, l’Alleanza del Centro, il PSS e l’UDC, il CP e GastroSuisse respingono esplicitamente un aumento a 300 000 franchi.

La DANZH evidenzia che le associazioni culturali tentano di evitare il più possibile il raggiungimento del limite della cifra d’affari per motivi finanziari e amministrativi, anche se le risorse a disposizione e la domanda consentono loro di organizzare nuovi eventi. Per le associazioni culturali, che superano il limite della cifra d’affari determinante, sarebbe difficile trovare il personale che si occupi del conseguente lavoro amministrativo. D’altra parte, per le associazioni culturali sarebbe essenziale accantonare, attraverso la cifra d’affari, riserve finanziarie che garantiscano loro un futuro.

GastroSuisse propone di aumentare il limite della cifra d’affari per tutti gli assoggettati all’IVA da 100 000 a 150 000 franchi e attuare così uno sgravio amministrativo e finanziario. Inoltre sottolinea che anche le aziende gastronomiche, così come le istituzioni interessate dal progetto, svolgono un importante ruolo sociale.

L’USS suggerisce di introdurre in un primo tempo un aumento a 200 000 franchi. Le ripercussioni pratiche della nuova regolamentazione dovrebbero essere monitorate prima di raddoppiare il limite della cifra d’affari. Se l’aumento della cifra d’affari è troppo incisivo, potrebbe crearsi una distorsione della concorrenza che danneggerebbe le aziende gastronomiche, già fortemente sotto pressione.

4.1.3 Aumento del limite della cifra d’affari a 300 000 franchi (proposta della mino-

ranza della CET-CN)

I Cantoni AR, BE, BL, FR, GR, LU, OW, SG, SH, SO, VS e ZG, il PLR, la Bündner Kunstverein, proFonds e il SMR propongono un aumento a 300 000 franchi, in modo tale da permet-