Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 77Fedlex · Rapporto sui risultati
assistenti salari equi e competitivi in linea con le condizioni del CNL modello e con eventuali salari minimi cantonali più elevati.
Anche il graap è del parere che la tariffa per le qualifiche particolari vada estesa ad altri ambiti e si aspetta che gli importi forfettari per il servizio notturno verranno precisati a livello di circolare e si baseranno sulle proposte del gruppo di lavoro Assistenza dell’UFAS.
I gruppi regionali di insieme Cerebral Zugo, Argovia, Ginevra, Vallese e Neuchâtel, CIFC, dravetsuisse, fsrmm, Verein Morbus Wilson e ProRaris appoggiano l’aumento degli importi forfettari per il servizio notturno e deplorano la rinuncia al supplemento del 25 per cento previsto dal CNL modello della SECO, che deprime salari già di per sé bassi. Gli ultimi tre partecipanti sottolineano inoltre che gli importi proposti non vanno bene in tutti i casi, dato che esistono assistenti che lavorano attivamente anche per più di tre ore a notte.
ASPS e Spitex Svizzera lamentano che l’innalzamento dell’importo massimo per il servizio notturno a 160.50 franchi a notte per bambini e giovani con patologie complesse che richiedono molti interventi difficili non è sufficiente: in questi casi vanno previsti come minimo 320– 350 franchi.
Il Netzwerk Enthinderung lamenta che la tariffa per il servizio notturno stabilita dall’articolo 39f capoverso 3 AP-OAI è troppo bassa rispetto agli altri settori, per cui i costi effettivi non potrebbero essere coperti. L’ammontare del contributo per l’assistenza dovrebbe essere tale da consentire il versamento di salari conformi agli standard locali e settoriali, in modo da evitare che gli assistenti vengano penalizzati dal fatto di avere come datore di lavoro una persona con un danno alla salute.
Pur salutando l’adeguamento degli importi forfettari per il servizio notturno, NOVEOS e VA-SOS - FARES rilevano che continueranno a esserci casi in cui le prescrizioni del CNL modello non potranno essere rispettate.
Fatturazione degli importi forfettari per il servizio notturno (art. 39i cpv. 2–2ter AP-OAI)
Dieci Cantoni (BE, SZ, OW, NW, GL, SH, GR, TG, VS e NE) e la CUAI fanno notare che l’espressione «si può fatturare al massimo l’importo forfettario previsto per il servizio notturno» lascia intendere che si possa fatturare anche una cifra inferiore. In tal caso però non si tratterebbe più di un importo forfettario, ma di un importo massimo. Nell’articolo 39i capoverso 2bis, i suddetti partecipanti chiedono pertanto di precisare che «si può fatturare esclusivamente l’importo forfettario previsto per il servizio notturno». JU condivide tale parere ma chiede lo stralcio puro e semplice del primo periodo del capoverso. I partecipanti in questione sottolineano inoltre che tale aspetto va distinto dalla determinazione dell’ammontare dell’importo forfettario. L’importo menzionato all’articolo 39f capoverso 3 AP-OAI costituisce indubbiamente un importo massimo, che non può essere superato dall’ufficio AI che stabilisce l’importo forfettario.
Sette dei Cantoni summenzionati (SZ, VS, NW, NE, GL, GR e AG) e la CUAI danno per scontato che la persona debba trovarsi sul posto, il che però non emerge chiaramente dalla formulazione della disposizione. Per questa ragione, essi suppongono che verrebbe applicato molto spesso il capoverso 2ter.
Sette Cantoni (SZ, VS, NW, NE, GL, GR e TG) e la CUAI denunciano una netta disparità di trattamento per le persone che sfruttano appieno gli importi forfettari per il servizio notturno e l’alto rischio di abusi che ne consegue. A loro parere, andrebbero dunque rimborsati soltanto gli interventi effettivamente compiuti oppure stabiliti requisiti più severi. In base alle circolari vigenti, attualmente viene considerata soltanto la durata effettiva dell’intervento. Se tuttavia da un lato si presuppone che un’assistenza notturna sia necessaria, ma dall’altro in caso di mancato utilizzo essa può essere «sfruttata» anche di giorno, si crea una discrepanza e la necessità di un importo forfettario per il servizio notturno è fortemente messa in dubbio. L’esperienza dimostra che i medici curanti spesso rilasciano certificati «compiacenti» per l’assistenza notturna, che poi non viene sfruttata appieno. I suddetti partecipanti temono che in molti casi debba essere concessa l’assistenza notturna senza che le relative prestazioni vengano poi fornite davvero. L’elevato importo non utilizzato sarebbe quindi fatturato per il giorno, il che