Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/71: Revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione, allegato 1 e allegato 2 · 15 pagine
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commerciali. Propone che le concessioni esistenti rilasciate alle emittenti siano prorogate senza modifiche. I Cantoni GL e SG rifiutano il progetto perché temono che metta in pericolo la pluralità dei media. Anche il Cantone AI adduce argomentazioni analoghe. A suo parere, la revisione causa una riduzione delle informazioni regionali rilevanti.
I Cantoni JU e NE respingono tassativamente il progetto di legge. Secondo loro, a causa
dell'imminente votazione, le conseguenze finanziarie sono troppo poco chiare. Il PS argomenta in modo simile. Suggerisce di presentare, dopo la votazione, un progetto riveduto che mostri anche le conseguenze finanziarie della revisione. Il progetto sembra plausibile per i Verdi, ma il partito non si considera in grado di esprimersi in merito in modo definitivo e chiede di effettuare una valutazione delle possibili conseguenze della regolamentazione, di mostrare l'impatto del progetto sulla pluralità dei media e di realizzare un'ulteriore consultazione.
Il PLR auspica una discussione più ampia sul servizio pubblico dopo la votazione. Ritiene che il
servizio pubblico possa essere fornito anche da privati e invita il Consiglio federale a presentare misure alternative di sostegno indiretto. Anche l'UDC non approva il progetto. Sostiene che se il pacchetto di misure dovesse essere accettato dal popolo, le risorse finanziarie aggiuntive dovrebbero essere assegnate alle radio locali e alle televisioni regionali esistenti. CH Media invece non vede attualmente alcuna necessità di regolamentazione. Ritiene piuttosto che dopo la votazione sul pacchetto di misure, bisognerebbe delineare una visione d'insieme e sviluppare nuovi approcci per sostenere il servizio pubblico, tenendo conto anche delle questioni relative alla diffusione e del ruolo della SSR. L'impresa mediatica propone pertanto di estendere innanzitutto le concessioni esistenti.
2.2.3 Rinuncia alle concessioni per le emittenti radio locali commerciali senza partecipazione al canone
In futuro, il Consiglio federale intende rinunciare alle zone di copertura con concessioni per le radio locali commerciali senza partecipazione al canone. Chi non ha una concessione, può (far) diffondere il proprio programma in quanto emittente soggetta all'obbligo di notifica. In merito a questo punto si esprimono solo pochi attori. Il Cantone ZH, l'Unione sindacale svizzera (USS), il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) e mediaFORTI accolgono espressamente la proposta. Anche per il PS è
comprensibile. Infatti ritiene che sia giusto mettere a concorso per ogni regione una sola concessione con mandato di prestazioni, partecipazione al canone e diritto di accesso alle infrastrutture di
diffusione. Questo perché grazie alla digitalizzazione, le emittenti radio possono essere diffuse senza problemi anche se prive di concessione.
Il Cantone AG e CH Media sono espressamente contrari alla soppressione delle zone di copertura per le concessioni con mandato di prestazioni senza partecipazione al canone. Il Cantone AG teme che questo minaccerebbe l'esistenza delle emittenti radio radicate sul suo territorio.
2.3 Zone di copertura su tutto il territorio per radio locali commerciali con partecipazione al canone
2.3.1 Consenso
I Cantoni AR, SO, SG, ZG e ZH concordano con la proposta di prevedere zone di copertura su tutto il territorio per le radio locali commerciali con partecipazione al canone. Giustificano la loro posizione facendo riferimento all'attuale situazione insoddisfacente dei media, ai rendiconti informativi locali di carattere marginale nei programmi delle radio private, alla scomparsa del giornalismo locale e
regionale e alla diminuzione della pluralità dei media. Inoltre il Cantone ZH considera positivo che ci si allontani dalla precedente disparità di trattamento delle radio con e senza partecipazione al canone. Anche la Società svizzera delle scienze della comunicazione e dei media (SSCM), la SSR, Media One Group, Radio 1, Suisseculture e Lia Rumantscha accolgono il progetto.
Anche i Cantoni GE e VS, il Gruppo di lavoro svizzero per le regioni di montagna (SAB), l'USS, l'SSM, il Gruppo Emittenti Private della Svizzera Italiana (GEPSI), il Gruppo svizzero per le zone di montagna e il Centre Patronal hanno espresso la loro approvazione. In alcuni casi, il consenso è vincolato a condizioni: GEPSI, SAB, USS e SSM partono dal presupposto che, considerata la capacità di
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