Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/52: Modifica della legge sul diritto d’autore (LDA) · 44 pagine

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ripercussioni negative sulla libertà d’informazione, dovuti a un’eventuale mancanza d’indicizzazione dei contenuti giornalistici.

I principali argomenti a favore dell’introduzione di un diritto di protezione affine sono presentati al numero 2.2. Gli argomenti a sfavore sono esposti al numero 2.3. I pareri delle parti interessate, i commenti concreti ai singoli articoli o al loro oggetto normativo nonché le risposte alle domande sull’IA sono trattati al numero 3.

2.2 Pareri generali in favore dell’introduzione di un diritto di protezione affine per le pubblicazioni giornalistiche

Pertinenza degli estratti che non presentano un carattere originale nell’ottica del diritto d’autore

Alcuni interessati ritengono che gli estratti di pubblicazioni giornalistiche privi di carattere originale costituiscano il giusto nesso per una regolamentazione nell’ambito del diritto d’autore. Il Centro, il PLR, ASW e kf si esprimono in maniera generale su questo punto. La questione dell’adeguatezza di questo nesso è approfondita nel quadro dell’oggetto della regolamentazione (art. 1 cpv. 1 lett. b AP-LDA) e del diritto al compenso (art. 37a AP-LDA); si rimanda in merito ai numeri 3.2.1 e 3.2.3. Nei due capitoli vengono parimenti fornite spiegazioni più concrete concernenti, ad esempio, la protezione delle imprese mediatiche o la nozione di estratti che non presentano un carattere originale.

Secondo il PLR, gioca a favore di una regolamentazione nell’ambito del diritto d’autore il fatto che entrambe le parti beneficino della diffusione dei contenuti giornalistici, ma che i costi di produzione siano unicamente a carico delle imprese mediatiche. Il diritto d’autore non si esprime in merito agli estratti di pubblicazioni che non presentano un carattere originale quali gli snippet o le piccole anteprime di immagini (thumbnail). Secondo il partito sia i primi che i secondi sono formati popolari e, considerando l’immensa quantità di dati e di informazioni disponibili su Internet, servono spesso come prima fonte di informazione. Ritiene quindi logica la loro integrazione nel diritto d’autore al fine di poter adattare quest’ultimo agli sviluppi digitali. Il Centro suppone che, visti i rapidi sviluppi nell’ambito digitale, alcune pubblicazioni giornalistiche non saranno più completamente protette. Il modello attuale permette ai fornitori di servizi della società dell’informazione di riprendere determinati contenuti dalle imprese mediatiche e dai giornalisti senza dover versare alcun compenso. Sebbene la diffusione di contenuti mediatici avvantaggi anche le imprese mediatiche, i costi di produzione sono sostenuti unicamente da queste ultime e dai giornalisti. Il Centro ritiene, inoltre, che l’accesso alle informazioni sia fondamentale per il buon funzionamento della democrazia, ma che occorra anche proteggere la proprietà intellettuale. Lo stesso partito sottolinea che sussistono tuttora incertezze sulla definizione esatta di snippet e sulla necessità di assoggettarli alla protezione garantita dalla proprietà intellettuale, e in caso affermativo, a quali condizioni. Anche ASW e kf lamentano l’assenza di un compenso che riequilibri il rapporto tra le spese sostenute delle imprese mediatiche e le entrate conseguite dai servizi online. La modifica del diritto d’autore e dei diritti di protezione affini non sarebbe solo giustificata, ma addirittura necessaria. La riproduzione di contenuti praticata all’ora attuale, senza che i fornitori di servizi della società dell’informazione siano tenuti a versare un compenso, contraddice il principio della protezione della proprietà intellettuale.

Realizzazione di introiti a spese delle imprese mediatiche (fallimento del mercato ed equo compenso)

L’argomento centrale su cui fanno leva i sostenitori di un diritto affine consiste nel fatto che i fornitori di servizi della società dell’informazione realizzano degli introiti a spese delle imprese mediatiche e dei giornalisti. L’avamprogetto offre dunque la possibilità di riequilibrare le posizioni in modo equo. I Cantoni FR, GE, NW, TI e VS, il Centro, ASW, BZV, Centre patronal, CS, impressum, kf, Microsoft, RRR, RSF, SAB, SGB, SIG, Südostschweiz TV, Syndicom, Telesuisse, TX Group, USC e USS si sono espressi in questo senso. Tra i sostenitori del progetto si annoverano anche le organizzazioni di categoria delle imprese mediatiche svizzere private (compresi i membri che hanno ulteriormente preso posizione a loro nome) nonché altri interessati del settore mediatico che si sono uniti ai pareri delle organizzazioni di categoria oppure che ne hanno ripreso il contenuto (Aerzteverlag medinfo, Druckerei Steckborn, Entlebucher Medienhaus, Espazium, Freiämter Regionalzeitungen, Freiburger Nachrichten, Gassmann Media, Gisler 1843, Keystone SDA, MÉDIAS SUISSES, Meier + Cie, Müller Medien, NZZ, Regiopress, Ringier, Stampa Svizzera, Ticinonline, Vaduzer Medienhaus, VSM, ZT Medien, Zürcher Oberland Medien, 20 minuti Ticino; qui si seguito imprese mediatiche svizzere private). L’argomento a favore di un equo