Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/6: Decreto federale concernente un’imposizione particolare dei grandi gruppi di imprese (Attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale) · 59 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 50Fedlex · Rapporto esplicativo
5.8.1 Obiettivo di efficienza23
Il secondo pilastro introduce un’imposizione minima globale, per cui gli oneri fiscali inferiori a tale soglia perdono di convenienza. Se guardiamo all’obiettivo di efficienza, le ripercussioni conseguenti all’attuazione del secondo pilastro non sono certe (si veda l’Allegato). In generale, la riforma dovrebbe indurre un calo degli investimenti e così influire negativamente sullo sviluppo economico a lungo termine.
Sia per quanto riguarda gli incentivi fiscali alle attività di R&S sia per quanto riguarda la neutralità concorrenziale del sistema fiscale, tende a predominare una valutazione negativa. L’attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 porta con sé diverse conseguenze sul piano dell’imposizione: per i gruppi di imprese non interessati dalla riforma dell’OCSE e del G20 può essere mantenuto lo status quo fiscale, mentre i grandi gruppi di imprese sono soggetti all’applicazione delle norme previste dall’OCSE e dal G20. L’OCSE e il G20 giustificano questo «doppio» trattamento col fatto che i gruppi di imprese internazionali hanno a disposizione molte più opzioni per ottimizzare il loro onere fiscale che, proprio per questo motivo, risulta sistematicamente inferiore a quello delle PMI. Benché esistano evidenze empiriche del fatto che i grandi gruppi internazionali beneficiano effettivamente di un onere fiscale leggermente inferiore a quello dei gruppi di imprese nazionali, non è chiaro se questo riscontro descrittivo sia frutto in ultima analisi di pratiche di elusione fiscale o sia riconducibile ad altre cause (per es. maggiore ricorso agli incentivi fiscali alle attività di R&S da parte dei gruppi di imprese interessati). Per questo motivo è lecito dubitare che, per quanto riguarda la neutralità concorrenziale del sistema fiscale, il progetto dell’OCSE e del G20 possa effettivamente agire da fattore correttivo. In ogni caso il secondo pilastro crea disparità di trattamento tra i gruppi di imprese interessati dalla riforma e quelli non interessati. Per lo meno, al di sopra della soglia minima la neutralità concorrenziale non è compromessa o comunque non mancano gli incentivi per promuovere le attività di R&S o trasferirsi in Paesi che sotto questo aspetto offrono un contesto più favorevole.
5.8.2 Attrattiva della piazza economica
Se guardiamo all’attrattiva della piazza economica sul piano fiscale, osserviamo i seguenti effetti:
rispetto agli Stati dove vige un’imposizione fiscale superiore a quella minima, la
posizione della Svizzera peggiora, in quanto gli oneri fiscali diventano simili;
23 L’obiettivo di efficienza dell’imposizione presuppone che un sistema fiscale debba essere organizzato in modo da incidere il meno possibile sulle decisioni, ossia debba limitare il più possibile la possibilità di trovare dei pretesti per eluderlo (fatta eccezione per l’internalizzazione degli effetti esterni). L’obiettivo di efficienza richiede inoltre che si limiti l’eccesso di pressione impositiva e si mantengano bassi gli oneri di esecuzione dovuti all’imposizione (ossia limitare il più possibile gli oneri amministrativi). L’eccesso di pressione impositiva deriva dal fatto che le imposte alterano le decisioni economiche. Per esempio, il progetto dell’OCSE e del G20 può alterare la struttura organizzativa come anche le dimensioni delle imprese e influisce sulla loro disponibilità a realizzare progetti rischiosi.