Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/6: Decreto federale concernente un’imposizione particolare dei grandi gruppi di imprese (Attuazione del progetto dell’OCSE e del G20 sull’imposizione dell’economia digitale) · 59 pagine
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imponibile, le entrate derivanti da un’IIR svizzera potrebbero risultare modeste, essendo prevedibile che gli Stati esteri adeguino il loro sistema fiscale. Appare pertanto plausibile partire da quote maggiori rispetto all’OCSE.22 Se praticamente tutti gli Stati fiscalmente attrattivi adeguano il proprio sistema fiscale adottando l’imposizione minima, le maggiori entrate tendono ad azzerarsi.
Per poter valutare se l’imposta integrativa svizzera porterà maggiori entrate anche dopo eventuali cambiamenti del comportamento, è importante osservare il comportamento delle imprese e le loro reazioni. Al riguardo, è fondamentale la semi-elasticità fiscale degli utili delle imprese, un parametro che indica come cambiano gli utili delle imprese al variare dell’onere fiscale. Questo parametro tiene conto di tutte le reazioni dei gruppi di imprese (per es. delocalizzazione o trasferimento degli utili all’estero).
A fronte di un aumento isolato delle imposte in un piccolo Paese fiscalmente attrattivo, il rischio è che l’imponibile defluisca all’estero. Nel contesto di una riforma coordinata a livello internazionale, che induce anche altri Stati fiscalmente attrattivi ad aumentare le imposte, questa opzione potrebbe essere scelta da un numero più basso di aziende, come testimoniato da una minor sensibilità ovvero da un aumento effettivo delle imposte più contenuto per le imprese presenti sul territorio nazionale.
Le reazioni delle imprese, che adeguano così il loro comportamento, induce a cambiamenti che riguardano anche altre fonti di entrate dello Stato. Una valutazione dell’effetto sul gettito complessivo non deve focalizzarsi sull’imposta sull’utile: a subirne le conseguenze negative sono anche le entrate derivanti dai contributi sociali e quelle derivanti da altre imposte (in particolare le imposte sul reddito, sul valore aggiunto e sul capitale), se i cambiamenti del comportamento delle imprese causano la perdita di posti di lavoro e, di conseguenza, la perdita di reddito per i lavoratori.
Mentre le maggiori entrate che si registrano prima dei cambiamenti del comportamento vanno a beneficio dei Cantoni, gli adeguamenti negativi del comportamento interessano tutti i livelli statali. Questo implica che l’effetto sul gettito complessivo per la Confederazione e le assicurazioni sociali risulta in ogni caso negativo, anche considerando che la Svizzera ne beneficia in termini di attrattiva fiscale rispetto a Paesi dove vige un’aliquota d’imposta bassa. Eventualmente da questi Paesi si può riportare in patria l’imponibile fiscale relativo all’imposta sull’utile. Poiché però in questi Paesi potrebbero essere insediate attività che generano una sostanza economica piuttosto modesta, difficilmente ulteriori incentivi porteranno a ulteriori imposte o contributi alle assicurazioni sociali.
Più incerta è invece la situazione dei bilanci cantonali e comunali, che in una prima fase vedono aumentare le loro entrate grazie all’IIR e all’imposta integrativa svizzera. Mentre le maggiori entrate derivanti dall’IIR come stimate al n. 5.4 possono tendere ad azzerarsi fin dall’inizio, perché Stati fiscalmente attrattivi andranno a ritarare la loro politica fiscale, le maggiori entrate derivanti dall’imposta integrativa svizzera restano per molto tempo sotto pressione, in quanto le imprese, dovendo prendere decisioni che riguardano i loro investimenti e la loro sede, potrebbero optare per soluzioni
22 L’argomento ha semmai una certa fondatezza per quei Paesi in cui non esiste l’imposta sull’utile: per questi Paesi, infatti, procedere alla riscossione di un’imposta sull’utile comporterebbe oneri amministrativi relativamente elevati.