Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)
• tracciare gli accessi d’emergenza senza consultazione dei documenti: ogni accesso d’emergenza, anche senza consultazione dei documenti, deve essere riportato nel registro degli accessi con il nome del professionista della salute interessato. Deve valere anche il contrario: se tali accessi non vengono storicizzati, il paziente può non esserne informato;
• le strutture sanitarie devono essere obbligate per legge a stabilire l’esistenza di una CIP dei pazienti: l’implementazione organizzativa e tecnica deve avvenire presso i servizi di accettazione pazienti di ospedali, cliniche e studi medici.
La Posta è convinta che, in un’ottica di finanziamento sostenibile della CIP, l’attuale architettura decentrata della CIP, con molteplici infrastrutture tecniche e organizzazioni operative ridondanti, non sarà finanziabile a lungo termine. Un’infrastruttura tecnica uniforme a livello nazionale è più economicamente vantaggiosa per tutte le parti coinvolte.
EKK ritiene che si debba facilitare l’accesso dei pazienti alla propria CIP, senza comportare loro costi aggiuntivi. La questione del pagamento e della sicurezza dell’identità elettronica in sede di accesso dei pazienti alla propria CIP è attualmente irrisolta a livello di intero sistema sanitario svizzero, e va quindi approfondita.
SSR ha sollevato le seguenti osservazioni:
• la CIP deve essere gestita meglio: a farlo dovrebbe essere lo Stato;
• ogni comunità di riferimento ha un sistema diverso, non compatibile con quelli delle altre;
• la cartella dovrebbe essere semplice e sicura, cosa praticamente impossibile da realizzare;
• i pazienti vogliono decidere cosa registrare nella cartella;
• nelle case di cura, i pazienti non possono gestire la propria cartella autonomamente, il che comporta un lavoro aggiuntivo per l’istituto e sottrae tempo al personale di cura;
• finora sono state aperte solo 13 000 cartelle;
• dei medici di famiglia, il 5 per cento ha introdotto la CIP, mentre il 40 per cento non vuole introdurla;
• stima: entro il 2027 dovrebbero esserci 2 milioni di cartelle;
• i pazienti vogliono decidere cosa registrare o meno nella carella, ma ciò limita l’effettivo dei dati;
• occorre prestare grande attenzione alla protezione dei dati.
Swico chiede che i problemi strutturali della CIP vengano risolti nell’annunciata revisione della LCIP. È indispensabile adattare profondamente e sviluppare ulteriormente la CIP oltre che negli aspetti finanziari. Solo così è possibile sfruttare appieno il potenziale della digitalizzazione nel settore sanitario.
6.9 Varie
Il Cantone GL chiede che la campagna di informazione della Confederazione venga lanciata solo quando saranno stati apportati miglioramenti tecnici sostanziali alla CIP. Altrimenti, la campagna si scontrerà con opinioni ormai radicate che non si potrebbero confutare.
economiesuisse sottolinea l’importanza della connettibilità della CIP allo Spazio europeo dei dati sanitari. Occorre assolutamente fare in modo che questa possa collegarvisi. Questa eventualità potrebbe essere decisa in un secondo momento. Quanto alla motivazione dei medici e di altri fornitori di prestazioni a partecipare alla CIP, ciò che manca sono i cosiddetti «quick wins», che potrebbero essere delineati per legge od ordinanza. Si dovrebbe tra le altre cose pensare anche a un servizio di notifica semplificato alla Confederazione o all’invio di una copia della fattura via CIP.
sgv-usam chiede che tutti i livelli di assistenza sanitaria siano coinvolti nel campo della sanità elettronica e in particolare della CIP. La trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria implica un cambiamento dell’intero ambiente e non solo di alcuni parametri relativi alle principali pres-