Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 54Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)

• la garanzia di un finanziamento durevole;

• l’obbligo per tutti i professionisti della salute del settore ambulatoriale di tenere una CIP;

• l’introduzione dell’obbligo di apertura della CIP da parte della popolazione con modello opt-out (invece dell’attuale volontarietà);

• l’utilizzazione dell’infrastruttura tecnica per prestazioni complementari quali per esempio l’invio di pazienti ad altri professionisti della salute.

Il Cantone ZH si associa alla posizione della GDK secondo cui la causa principale delle lacune createsi a livello di finanziamento e dei lenti progressi nella diffusione della CIP sta nell’assenza di responsabilità, competenze e strumenti di applicazione chiaramente definiti nelle basi legali.

Il PLR chiede l’attuazione (parziale) della mozione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale 22.3015 «Concepire una cartella informatizzata del paziente consone alla prassi e garantirne il finanziamento» adottata dal Parlamento. La seconda richiesta, ossia quella di ridurre la complessità tecnica e organizzativa della CIP, può, secondo il PLR, essere attuata a livello legislativo. IG eHealth e SHV sono dello stesso parere e raccomandano di fare in modo che i dati della CIP siano gestiti da un’unica piattaforma tecnica. L’architettura scelta dal Parlamento molti anni orsono è troppo complicata da implementare. Lo scambio di dati da comunità (di riferimento) a comunità (di riferimento) (cross-community) non funziona ancora. È prevedibile che il sistema non funzioni come previsto una volta registrata una grande quantità di dati. Con la registrazione centralizzata dei dati dinamici da realizzare nella seconda fase, il grado di complessità tra dati da registrare a livello centralizzato e quelli da registrare a livello decentrato aumenterà ulteriormente. Perché una CIP sia attrattiva occorrono imperativamente dati dinamici e registrati a livello centralizzato. Questa constatazione rende necessario, a loro avviso, un ripensamento dell’architettura. Il Parlamento aveva già prospettato alla Confederazione questo cambiamento di sistema con l’adozione della mozione 22.3015. IG eHealth e SHV presentano ora una proposta concreta di articolo basata sulla soluzione dell’articolo 67a della legge federale del 15 dicembre 2000 sui medicamenti e i dispositivi medici (legge sugli agenti terapeutici, LATer; RS 812.21):

Art. … Infrastruttura centralizzata CIP (nuovo)

1 Il Consiglio federale mette a disposizione un’infrastruttura centralizzata CIP. Questa è utilizzata per:

a. la registrazione di dati dei pazienti;

b. lo scambio di dati con i professionisti della salute;

c. lo scambio di dati dei professionisti della salute con i registri obbligatori.

2 A tal fine la Confederazione può affidare a terzi la creazione e la gestione di una banca dati.

3 Il Consiglio federale:

a. stabilisce i requisiti fondamentali quanto al contenuto, alla gestione e alla qualità della banca dati e disciplina le condizioni d’accesso ai dati e l’utilizzazione degli stessi;

b. designa il servizio incaricato di gestire la banca dati.

4 I gestori di cui al capoverso 2 garantiscono la protezione e la sicurezza dei dati della banca dati nonché la loro interoperabilità tra tutti gli aventi diritto e i registri.

Anche H+ si chiede perché questo cambiamento di sistema non sia stato almeno avviato con l’attuale revisione parziale.

Per I Verdi, l’attuale avamprogetto in consultazione e la necessità di un finanziamento transitorio sono una palese dimostrazione della mancata riuscita della LCIP. Non esiste per esempio un organo sovraordinato dotato di potere prescrittivo, l’elevato numero di comunità di riferimento non è funzionale allo scopo e vi sono notevoli carenze nel settore del finanziamento.

L’UDC vede il problema della CIP nell’assenza di domanda da parte della popolazione. A suo avviso, la creazione di una CIP dovrebbe essere lasciata alla volontà del singolo e non dovrebbe essere forzata da misure statali. Se la popolazione non è disposta a creare una CIP, occorre accettare questa sua indiretta espressione di volontà. Non è compito dello Stato imporre la propria volontà all’individuo e finanziarla con milioni sottratti dalle casse del fisco. Chiede un’alternativa autosostenibile.