Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
Capoverso 3:
Secondo Sanela, il concetto di «dati strutturati» e quello di «dati non strutturati» non sono (sufficientemente) definiti. A suo parere, non vi è alcuna ragione, in questo contesto, di limitarsi ai dati strutturati e propone di stralciare l’aggettivo «strutturati» al capoverso 3.
Capoverso 3:
Secondo ADTG, se presi singolarmente, i dati menzionati nel rapporto esplicativo apportano un valore aggiunto limitato per la ricerca. Le informazioni nel loro insieme risultano invece interessanti per la maggior parte dei progetti fondati su dati. Per esempio, sono importanti le variabili descrittive dello stato di salute, come i biomarcatori (pressione sanguigna, tasso di colesterolo, gruppo sanguigno, procedure di diagnostica per immagini ecc.) e le informazioni sul decorso delle malattie nel tempo.
Per ADTG, bisogna andare oltre la riflessione sui luoghi di memorizzazione. Tutti i dati registrati in modo strutturato nella CIP devono poter essere resi accessibili a lungo termine. La CIP dovrebbe svolgere la funzione di punto nodale che permette di raggruppare adeguatamente informazioni da banche dati e registri decentralizzati. In quest’ottica, è importante che la LCIP disciplini con chiarezza quali dati vanno memorizzati nella banca dati centralizzata e quali possono invece essere semplicemente collegati. A tale scopo è necessario standardizzare la registrazione dei dati e garantire l’interoperabilità tra sistemi. ADTG ritiene inoltre imprescindibile l’impiego di un identificatore univoco delle persone. Di conseguenza, andrebbe esplicitamente regolamentato l’accesso ai dati memorizzati in modo decentralizzato. A parere dell’associazione, per la ricerca e per la garanzia della qualità è di fondamentale importanza la tracciabilità sul lungo periodo del percorso del paziente attraverso le diverse strutture e i vari fornitori di prestazioni.
Capoverso 3:
ASSPG condivide il tenore del parere di scin (e quindi di iph).
Secondo BINT, il capoverso 1 lettera d va stralciato. A suo parere, la visione di una banca dati centralizzata non è ancora sufficientemente matura e verrebbero saltate due o tre fasi di sviluppo che la Svizzera deve ancora affrontare. Peraltro, l’approccio della banca dati centralizzata non è in linea con i principi del federalismo. Inoltre, la maggior parte dei dati medici evolve rapidamente. Ciò significa che, a parte i dati amministrativi, quelli destinati a permanere nella CIP non sono molti.
BINT ritiene che esistano già delle possibilità di conservare nella CIP dati strutturati (p. es. i piani farmacologici) e di gestirne i cambiamenti. Per poter raggruppare rapidamente dati strutturati, è necessario proseguire con coerenza sulla strada imboccata, fissando anno dopo anno formati di scambio vincolanti.
CLPh e Sphf propongono lo stralcio del capoverso 1 lettera d. La gestione di una banca dati centralizzata da parte della Confederazione sarebbe, a loro parere, in contrasto con il principio della gestione decentralizzata dei dati nei Comuni e complicherebbe inutilmente il sistema in essere (che ritengono comunque già abbastanza complesso). Secondo l’AIR 2023, citata nel rapporto esplicativo: «in determinate circostanze si potrebbe rendere più chiara l’esecuzione se i dati strutturati fossero memorizzati in modo decentralizzato secondo l’attuale sistema, in modo che ogni comunità e comunità di riferimento conservi i dati strutturati dei pazienti registrati».
Le due associazioni sottolineano che, per la gestione dei dati, esistono già soluzioni decentralizzate a livello delle comunità e che sono stati fatti investimenti considerevoli in questo ambito. Invitano quindi a limitare il ruolo della Confederazione alla definizione del contenuto e delle caratteristiche tecniche dei dati strutturati da memorizzare nelle comunità.
Capoverso 1:
L’articolo 19 permette alla Confederazione di delegare a terzi la gestione di componenti centrali. La Confederazione deve garantire la gestione, ma non è tenuta a occuparsene in prima persona. dCH e swissICT interpretano quindi l’articolo 14 nel senso che la Confederazione