Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/102: Seconda tappa per l’attuazione dell’iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti (Iniziativa sulle cure infermieristiche)»: legge federale sulle condizioni di lavoro nelle cure infermieristiche e modifica della legge federale sulle professioni sanitarie · 94 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla seconda tappa di attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche

ARTISET ZH, CLL, CLS, Forel Klinik AG, GZO, PKH, Spital Bülach AG, Spital Limmattal, Spital Zollikerberg e VZK chiedono di integrare in disposizioni separate le modalità in cui disciplinare il finanziamento di questi costi aggiuntivi.

4.1.5 Articolo 5

GE chiede di precisare l’articolo e ritiene che la differenziazione rischia di creare una disparità di trattamento tra le diverse categorie professionali all’interno della stessa struttura, il che sembra poco giustificato.

SG propone di sostituire la durata massima della settimana lavorativa con una corrispondente durata massima mensile. È opinabile che una riduzione della durata massima della settimana lavorativa sia nell’interesse del personale infermieristico.

SH ritiene che i modelli con orario di lavoro calcolato sull’arco dell’anno e il coinvolgimento nella pianificazione dei servizi siano più efficaci per soddisfare le esigenze individuali dei lavoratori e rendere più attraente la professione di infermiere.

TI e VS ritengono che l’argomento secondo cui la durata massima di 45 ore settimanali debba essere codificata in una nuova legge in quanto il campo d’applicazione della LCInf sarebbe più esteso di quello della LL non convinca. Infatti, per estendere l’applicabilità delle norme sulla durata del lavoro e del riposo a tutti i dipendenti attivi nel settore infermieristico, quindi anche a quelli assunti sulla base di leggi sul pubblico impiego è possibile modificare la LL e le sue ordinanze.

PSS accoglie con favore la prevista riduzione della durata massima della settimana lavorativa nelle professioni infermieristiche dalle attuali 50 a 45 ore settimanali. Il disciplinamento proposto della durata normale e massima della settimana lavorativa sarebbe invece solo parzialmente soddisfacente.

PVL oltre che curacasa, ASI, SHV, SVBG e SVDE con ASI BE, ASI BSBL, ASI GR, ASI NE-JU, ASI SG TG AI AR, SHV AG-SO, SHV BE, SHV FR, SHV Oberwallis, SHV Ostschweiz, SHV-SZ, SHV VD, SHV Zentralschweiz, SHV - ZH, femmes protestantes, FSL-Ti, PIP, Public Health Schweiz, BK-HEB, Brotegg Praxis, E. Spichiger e S. Widmer osservano che la riduzione a 45 ore settimanali ha anche un chiaro e positivo effetto simbolico sulle prospettive future del personale infermieristico.

Spitex Schweiz chiede di stralciare l’articolo in quanto limita la flessibilità, aumenta i costi e, almeno a breve termine, comporta un aumento del fabbisogno di personale qualificato. Qualora il Consiglio federale dovesse comunque mantenere questa misura, dovrebbe esserne sancita la remunerazione.

senesuisse osserva che la limitazione della durata massima della settimana lavorativa impedisce di soddisfare le richieste individuali nella pianificazione dei servizi e mette a rischio la sicurezza dell’assistenza.

ARTISET e ARTISET ZH chiedono di stralciare l’articolo, poiché fissare la durata massima della settimana lavorativa a 45 ore limita la possibilità di soddisfare le richieste dei collaboratori nella pianificazione dei servizi.

AVG Basel e Lindenfeld chiedono di stralciare l’articolo, in quanto la riduzione della durata massima della settimana lavorativa a 45 ore nelle aziende comporta notevoli costi aggiuntivi e una disparità di trattamento tra personale infermieristico e altri impiegati e, di conseguenza, un onere amministrativo aggiuntivo per garantire e controllare il tempo di lavoro.

IMAD chiede di stralciare l’articolo in quanto la riduzione della durata della settimana lavorativa a 45 ore complicherebbe la pianificazione delle risorse, senza rispondere realmente a una richiesta del personale.

AVASAD chiede un periodo transitorio sufficientemente lungo per consentire alle aziende del settore di adeguarsi.