Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/106: Armonizzare le prestazioni delle IPG · 47 pagine
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1 Situazione iniziale
1.1 Necessità di agire e obiettivi
1.1.1 Evoluzione dell’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno
Durante la Prima Guerra mondiale, i soldati che dovevano prestare servizio militare non potevano fornire un sostegno finanziario sufficiente alle proprie famiglie. Inoltre, i datori di lavoro erano tenuti a continuare a versare il salario soltanto per un breve periodo. Numerose famiglie si ritrovarono quindi in condizioni di difficoltà economiche, il che provocò tensioni sociali. Nel periodo tra le due guerre mondiali le grandi imprese e il settore pubblico introdussero progressivamente un ordinamento per compensare le perdite salariali dei soldati che prestavano servizio. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, il Consiglio federale introdusse un’indennità di perdita di salario per i soldati mobilitati, che nel 1940 divenne l’ordinamento delle indennità per perdita di salario e di guadagno, in cui vennero inclusi anche i lavoratori indipendenti. La legge del 25 settembre 19521 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG) entrò poi in vigore il 1° gennaio 1953. Per decenni, soltanto le persone che prestavano servizio militare ebbero diritto a questa indennità.
Diversi anni più tardi, l’ordinamento delle indennità di perdita di guadagno (IPG) fu ampliato con l’introduzione dell’indennità di maternità. Questa misura era prevista dalla Costituzione già dal 1945, ma la sua attuazione aveva incontrato forti resistenze. Fu infine sotto l’impulso di un’iniziativa parlamentare presentata nel 2001 (01.426 Triponez) che venne creato il congedo di maternità finanziato tramite le IPG. Per evitare l’ennesimo insuccesso, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) aveva elaborato un progetto che si limitava a rispondere in maniera semplice ed efficace al mandato costituzionale, prevedendo prestazioni che all’epoca erano considerate politicamente accettabili. Il progetto prevedeva quindi un congedo di maternità di 14 settimane sancito nel Codice delle obbligazioni (CO)2 e finanziato dall’ordinamento delle IPG con un importo pari all’80 per cento del reddito medio conseguito prima del parto. Nel settembre del 2004 il Popolo svizzero accettò il progetto con il 55,5 per cento dei voti e il congedo di maternità fu introdotto il 1° luglio 2005. Da allora il congedo di maternità e il diritto alla relativa indennità sono stati ampliati in una certa misura. Dal 1° luglio 2021, infatti, le madri hanno diritto al prolungamento del versamento dell’indennità di maternità se immediatamente dopo la nascita il neonato deve restare in ospedale per almeno due settimane. L’indennità è prolungata di una durata equivalente a quella della degenza ospedaliera, ma al massimo di 56 giorni. Soltanto le madri che continuano a lavorare dopo il congedo di maternità hanno diritto a questo prolungamento.
Dal 2021 l’ordinamento delle IPG è stato oggetto di varie modifiche, tra cui ad esempio l’introduzione del congedo di paternità finanziato tramite le IPG. Questo congedo trae origine dall’iniziativa popolare federale «Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia» (18.052), depositata il 4 luglio 2017, che
1 RS 834.1
2 RS 220