Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/106: Armonizzare le prestazioni delle IPG · 20 pagine
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Secondo AR, GR e LU, per la convalescenza dovrebbe sussistere il diritto a un massimo di 21 indennità giornaliere, ma in determinati casi motivati la durata dovrebbe poter eventualmente essere prolungata di 21 giorni, fino a che non vengono chiarite ulteriori possibilità di prestazioni assicurative. In questo modo verrebbe garantito che i bambini possano ottenere la necessaria assistenza da parte dei genitori anche quando la convalescenza dura più di tre settimane. Per GE e VD le 21 indennità giornaliere accordate per la convalescenza di un figlio dopo la degenza ospedaliera devono poter essere prolungate in casi motivati.
ZH suggerisce che la durata minima di una degenza ospedaliera venga aumentata (da quattro) a sette giorni. A suo avviso, questo semplificherebbe notevolmente l’attuazione in ambito scolastico e in generale permetterebbe di ridurre l’onere amministrativo.
ZG respinge l’estensione delle prestazioni nel quadro dell’indennità di assistenza. Secondo il Cantone, occorre grande cautela, poiché l’estensione delle prestazioni verrebbe sì finanziata tramite le attuali risorse delle IPG, ma al contempo anche da ritenute salariali e queste ultime potrebbero aumentare ulteriormente a seguito della necessità di finanziare la 13arendita AVS. Inoltre, con l’estensione sarebbero presi a carico anche disturbi e malattie lievi e questo non può essere lo scopo delle IPG: queste situazioni devono essere risolte su base privata (contratto di lavoro, soluzione d’intesa con il datore di lavoro ecc.).
FR ritiene che le differenti modalità di accesso al diritto all’indennità di assistenza non debbano complicare ulteriormente l’attuazione ma essere riunite, se possibile, in un unico modulo.
GE formula diversi suggerimenti. In primo luogo propone di specificare nelle disposizioni di esecuzione regole sul coordinamento tra l’indennità di assistenza per un figlio con gravi problemi di salute e quella per un figlio ricoverato in ospedale. Introdurrebbe inoltre la possibilità per entrambi i genitori di prendere congedo lo stesso giorno, come è già il caso per l’indennità di assistenza per un figlio con gravi problemi di salute, in particolare per le situazioni palliative e curative, e lascerebbe la possibilità di cumulare l’indennità di assistenza con l’indennità per l’altro genitore in casi particolari. Infine, vorrebbe un’interpretazione ampia della nozione di degenza ospedaliera, che riprenda la definizione di stabilimento ospedaliero che figura nella Circolare sulla grande invalidità.
Partiti politici
Il Centro accoglie favorevolmente le modifiche proposte per quanto concerne l’indennità di assistenza in caso di ricovero di un figlio con gravi problemi di salute. Secondo il partito, la degenza ospedaliera di un bambino può avere conseguenze gravi sulla vita della famiglia. L’indennità per genitori che prestano assistenza per una degenza a partire da quattro giorni garantisce che la famiglia possa essere adeguatamente sostenuta in questo momento difficile.
Associazioni mantello dell’economia
La SIC ritiene che l’estensione sia sensata ed esprime il suo accordo.
Travail.Suisse e USS appoggiano espressamente il fatto che i genitori abbiano diritto all’indennità di assistenza quando i figli vengono ricoverati in ospedale per almeno quattro giorni e necessitano di assistenza. La proposta contribuisce a far sì che per genitori e datori di lavoro risulti rapidamente chiara la situazione relativa al diritto all’indennità di assistenza. Nel progetto del Consiglio federale, l’impostazione concreta è però ancora troppo restrittiva. Le due associazioni suggeriscono di chiarire la formulazione in modo da garantire che anche le degenze mediche stazionarie come la riabilitazione e la psichiatria possano dare diritto a questa indennità. Travail.Suisse ritiene che l’indennità di assistenza debba poter essere percepita per più di tre settimane in casi eccezionali e simultaneamente da entrambi i genitori, in particolare per i trattamenti palliativi o curativi o nel caso in cui i genitori abbiano altri figli a casa di cui si devono occupare. L’USS sostiene che ogni degenza su indicazione medica dopo la nascita di un figlio deve generare un obbligo di prestazione e la durata massima della convalescenza deve poter essere prolungata in caso di bisogno con un semplice certificato medico. L’USS è dunque contraria alla definizione di una durata massima assoluta delle prestazioni.