Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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scorte obbligatorie per alimenti e alimenti per animali, una soluzione puramente nazionale sarebbe perfettamente logica. Tuttavia, l’approccio nei confronti di catene del valore più complesse e fragili non dovrebbe essere sempre nazionale. Andrebbe piuttosto chiarita in modo approfondito la possibilità di garantire l’approvvigionamento del Paese anche in collaborazione con Paesi partner europei. Grazie agli effetti di scala, soluzioni europee potrebbero rivelarsi notevolmente più economiche. Il PS fa presente che il periodo d’oro della «globalizzazione» è indubbiamente alle spalle. Ma sarebbe errato dedurne che stiamo entrando in un’era di «de-globalizzazione». È vero che le catene di approvvigionamento andrebbero diversificate in settori strategici. Ciò non dovrebbe tuttavia sfociare, afferma, in un modello di produzione autarchico, bensì nell’europeizzazione di determinate catene di fornitura.
3.3. Associazioni nazionali dell’economia
Cinque associazioni svizzere hanno risposto nel quadro della procedura di consultazione. Quattro di loro hanno formulato un parere (Economiesuisse, Unione svizzera dei contadini, Unione svizzera delle arti e mestieri, Unione sindacale svizzera). L’Unione svizzera degli imprenditori ha esplicitamente rinunciato a un parere. Economiesuisse e l’Unione svizzera dei contadini respingono il progetto in gran parte o interamente. La strategia alla base del progetto è messa in discussione, in misura più o meno ampia, da tutte le associazioni nazionali che si sono espresse. L’Unione svizzera dei contadini respinge inoltre con forza l’abolizione del divieto di riscuotere i contributi per il fondo di garanzia sulla produzione interna, menzionato nel progetto e previsto per la prossima revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese. I singoli pareri sono riassunti nel seguito.
Economiesuisse
Economiesuisse è favorevole al riesame e all’aumento, ove necessario, delle scorte obbligatorie previste dalla legge. Esprime tuttavia scetticismo su vari aspetti. Chiede se il fabbisogno di scorte obbligatorie sia stato stimato correttamente e non sopravvalutato, dal momento che si ipotizza uno scenario in cui nessuna derrata alimentare riesca a entrare in Svizzera per 12 mesi.
Cereali
Inoltre, Economiesuisse non crede nella fattibilità della proposta di sostituire qualitativamente tutti i cereali da foraggio con cereali a doppio uso di elevata qualità idonei all’alimentazione umana. Il grano a doppio uso, non potendo essere immagazzinato fra le scorte obbligatorie dei mulini a farina, andrebbe stoccato unicamente dai mulini a foraggio. A causa del suo prezzo elevato, tuttavia, non sarebbe possibile garantire nella maggior parte dei casi una sostituzione continua.
Flessibilizzazione
Economiesuisse afferma che in generale sarebbe auspicabile una flessibilizzazione del volume delle scorte obbligatorie. Il volume fisso delle scorte obbligatorie dovrebbe essere sostituito, da un lato, da un limite minimo invalicabile e dall’altro da una quantità media da raggiungere almeno ogni anno. Stoccare l’intero volume delle scorte obbligatorie al momento del raccolto sarebbe inutile in termini tecnici di approvvigionamento e non avrebbe senso dal punto di vista economico. I magazzini sarebbero infatti pieni di un raccolto di cui basterebbe una piccola quantità. Si eviterebbe così anche di costituire costose capacità di stoccaggio, che si rivelerebbero necessarie solo una volta l’anno, poco dopo il raccolto.