Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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Questa sostituzione garantisce che i beni nelle scorte obbligatorie possano essere utilizzati se necessario per approvvigionare la popolazione e gli animali da reddito durante la fase di intervento. Tuttavia, il sistema è efficace solo se le quantità di beni stoccate sono inferiori a una determinata percentuale del loro consumo interno annuo. Con le modifiche proposte dell’ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali, questa soglia di sostituzione delle scorte attuabile attraverso i processi aziendali verrebbe superata per i depositari. Si corre così il rischio che l’economia non sia più in grado di fornire le prestazioni richieste per il mantenimento e il rinnovo delle scorte obbligatorie.
Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM)
L’USAM è fondamentalmente favorevole alla costituzione di scorte obbligatorie di alimenti e alimenti per animali. Tuttavia, esprime critiche su diversi punti del progetto. Per l’USAM, l’ipotesi di uno stop alle importazione di 12 mesi rappresenta lo scenario peggiore, che si verificherebbe solo in caso di guerra e richiederebbe speciali misure giuridiche e pratiche. Sarebbe inoltre difficile realizzare il progetto in soli dieci anni e l’indennità versata ai depositari delle scorte per gli investimenti e le riparazioni non coprirebbe interamente i costi. Risulterebbe infine problematico movimentare entro un anno grandi quantità di cereali. Ciò renderebbe per molte imprese la costituzione di scorte obbligatorie un onere eccessivo che andrebbe ad aggiungersi alla loro normale attività economica. Per quanto riguarda la massiccia riduzione delle scorte di pollame e suini prevista in caso di crisi, non è chiaro se le attuali capacità di macellazione e congelamento siano in grado di farvi fronte.
L’USAM propone pertanto uno scenario che ipotizzi sei mesi di blocco delle importazioni anziché 12 e un’interruzione nell’approvvigionamento per un massimo di nove mesi. Ciò porterebbe a conclusioni molto diverse da quelle indicate nel progetto posto in consultazione. Per l’USAM è importante cercare altre soluzioni che non causino perturbazioni del mercato e non incidano negativamente sull’attività economica delle imprese.
Unione sindacale svizzera (USS)
Per l’USS, le dettagliate spiegazioni economiche, logistico-organizzative e nutrizionali-fisiologiche del riorientamento previsto sono comprensibili e di notevole profondità analitica. L’USS non si esprime tuttavia esplicitamente sulla plausibilità delle ipotesi dettagliate formulate specificamente per il settore.
In riferimento al finanziamento degli investimenti iniziali e dei costi aziendali ricorrenti per l’ampliamento delle scorte obbligatorie di alimenti, è favorevole a un’indennità per il tramite degli attuali contributi per il fondo di garanzia e ritiene comprensibile in linea di massima anche la modifica della legge sull’approvvigionamento del Paese che prevede di eliminare il divieto di prelievo di contributi alla prima messa in circolazione di alimenti e alimenti per animali.
Nelle sue osservazioni fa riferimento al rapporto sulle strutture dirigenziali e organizzative, la compliance e la governance dell’Approvvigionamento economico del Paese, di cui il Consiglio federale ha preso atto nel novembre 2020. L’USS fa presente che il rapporto ha individuato gravi carenze e formulato una serie di raccomandazioni. Auspica che la revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese, prospettata dal DEFR, venga presto sottoposta a consultazione.