Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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Alimenti ricchi di proteine per l’alimentazione di animali

Il Cantone del Giura e la Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura (CDCA) chiedono una

copertura del fabbisogno di oli e grassi commestibili di 12 mesi per tenere in maggiore considerazione l’evoluzione della popolazione e delle rese dei raccolti. Per la riduzione degli effettivi di bestiame bisognerebbe tener conto delle capacità di macellazione necessarie. La CDCA afferma che non sarebbe possibile diminuire le riserve di alimenti per animali come proposto, perché i piani di riduzione degli effettivi di suini e pollame non potrebbero essere attuati con queste modalità e non sarebbero neppure efficaci. La prevista diminuzione porterebbe a un eccesso di offerta a breve termine di prodotti a base di carne che non potrebbero essere stoccati in vista di successive fasi di penuria a causa della mancanza di capacità necessarie. Rappresenterebbe pertanto uno sperpero voluto di preziosissime derrate alimentari.

Il Cantone di Lucerna ritiene che la riduzione degli effettivi di suini e pollame entro due mesi non sia realistica, essendo insufficienti le capacità di macellazione e di stoccaggio disponibili. Se si rinunciasse alla macellazione di bovini e scrofe ad alto rendimento per motivi di protezione degli animali, i tempi sarebbero più lunghi. Fa inoltre presente che il pollame presenta una migliore valorizzazione alimentare rispetto ai suini e la sua carne è più sana di quella di maiale. Si chiede pertanto perché, in una situazione di penuria, gli effettivi di pollame debbano essere ridotti al 10 per cento e quelli di suini al 12 per cento del livello attuale e se non sarebbe invece più opportuno ed efficiente avere più effettivi di pollame e ridurre maggiormente quelli di suini.

I Cantoni Obvaldo e Vaud sono espressamente favorevoli alla riduzione degli alimenti ricchi di energia per l’alimentazione di animali, poiché in caso di crisi gli effettivi di bestiame in concorrenza con l’alimentazione umana andrebbero ridotti il più rapidamente possibile e per produrre derrate alimentari di origine animale (feed no food) dovrebbero essere mantenuti solo gli animali da reddito, che si nutrono di foraggio grezzo. Il Cantone di Vaud sottolinea che, per compensare la riduzione degli alimenti per animali, occorre verificare la sufficiente disponibilità di scorte di concimi azotati e di sementi per semi oleosi, barbabietole da zucchero e cereali.

Il Cantone di Sciaffusa prevede una forte resistenza da parte degli agricoltori qualora venisse resa obbligatoria una riduzione degli effettivi di bestiame. La considera un’eventualità di cui bisogna tenere conto. Giudica impegnativo il termine di due mesi per la prevista riduzione dell’allevamento di suini e pollame. Si chiede se le capacità di macellazione siano sufficienti. Non andrebbero inoltre calcolati due mesi, non essendo sempre chiaro fin dall’inizio quanto durerà una crisi. Suppone inoltre che le capacità per movimentare a breve termine un numero di animali in notevole aumento conformemente alle norme vigenti sul loro trasporto ai macelli non sarebbero sufficienti.

Il Cantone di Turgovia accoglie favorevolmente una riduzione graduale degli effettivi di suini e pollame, ma ritiene che il periodo di due mesi per l’abbattimento sia troppo breve per effettuarla in modo opportuno e progressivo. Inoltre, la situazione sarebbe resa più difficile dal fatto che la maggior parte degli alimenti ricchi di proteine verrebbe importata. Soprattutto in caso di incidente nucleare, non sarebbe possibile garantire l’approvvigionamento di animali che consumano foraggio grezzo.

Il Cantone del Vallese respinge una riduzione delle scorte di alimenti ricchi di proteine, poiché le incertezze a livello internazionale minaccerebbero anche l’approvvigionamento di queste materie prime.

Il Cantone di Zurigo fa presente che, in seguito all’abbandono della produzione di pollame e suini, a fornire le proteine animali sarebbero unicamente i ruminanti. Da qui la necessità di incentivare la produzione di foraggio grezzo per questi animali. Se non fosse possibile garantire la presenza di terreni