Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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3.4. Attuali organizzazioni responsabili del fondo di garanzia per la costituzione di scorte obbligatorie
Due organizzazioni private che amministrano i fondi di garanzia per la costituzione di scorte obbligatorie hanno inoltrato un parere nel quadro della procedura di consultazione. Si tratta di CARBURA (olio minerale) e della Cooperativa Réservesuisse (alimenti e alimenti per animali). CARBURA mette in dubbio la strategia alla base del progetto. Inoltre, respinge categoricamente la flessibilizzazione delle scorte obbligatorie richiesta da alcuni rappresentanti dei settori interessati. La Cooperativa Réservesuisse respinge il progetto nel suo complesso e presenta una controproposta sulle modifiche delle quantità. I singoli pareri sono riassunti nel seguito.
CARBURA
CARBURA si interroga sullo scenario alla base del progetto e sull’opportunità di ipotizzare un blocco totale delle importazioni. Osserva che i costi per ampliare le infrastrutture di stoccaggio potrebbero risultare significativamente più elevati (rincaro nell’ambito delle costruzioni, evoluzione dei tassi di interesse). Sottolinea inoltre l’assenza nel progetto di considerazioni sulla disponibilità di terreni edificabili e sugli ostacoli nel processo di approvazione. In riferimento agli investimenti da effettuare, evidenzia la necessità per le imprese che investono nella costruzione di nuove infrastrutture di stoccaggio di sapere con certezza che i loro costi saranno coperti dalle indennità per le spese di deposito.
CARBURA respinge categoricamente la possibilità di una flessibilizzazione nella costituzione delle scorte obbligatorie, come indicato nel progetto, non solo per gli alimenti e gli alimenti per animali, ma anche per tutti gli altri beni oggetto di scorte obbligatorie. Pur comprendendo la situazione particolare del settore degli alimenti, caratterizzato da grandi raccolti in tempi brevi, reputa imprudente ridurre periodicamente ogni anno le scorte obbligatorie che assicurano l’approvvigionamento durante l’interruzione delle importazioni. Ritiene necessaria una netta distinzione tra le infrastrutture per le scorte commerciali e quelle per le scorte obbligatorie. Secondo CARBURA, i raccolti interni dovrebbero essere stoccati in infrastrutture destinate a volumi commerciali. Di conseguenza non occorrerebbe ridurre le scorte obbligatorie prima del raccolto. La flessibilizzazione auspicata da una parte del settore sarebbe un pericoloso precedente che minerebbe la sicurezza dell’approvvigionamento. CARBURA ritiene che le controargomentazioni citate nel rapporto siano più numerose di quelle derivanti da interessi particolari di singole imprese a favore di una flessibilizzazione e della riduzione dei picchi di sfruttamento della capacità. Afferma pertanto che la richiesta non va presa in considerazione.
Sostiene invece fortemente l’abolizione del divieto di prelevare contributi per il fondo di garanzia sulla produzione interna, menzionato nel rapporto sul progetto e previsto dalla revisione della legge sull’approvvigionamento del Paese. Non capisce perché il settore interno non debba contribuire ai costi della costituzione delle scorte. Fa presente che da decenni nel settore dei carburanti e combustibili liquidi anche la produzione nazionale e da circa dieci anni gli impianti di produzione interni di biocarburanti sono stati integrati nel sistema dei fondi di garanzia con gli stessi diritti e doveri.
Cooperativa Réservesuisse
Réservesuisse respinge il progetto di modifica dell’ordinanza nella forma presentata. Nutre dubbi in generale sull’utilità del riveduto modello di approvvigionamento a tre livelli e formula riserve specifiche sulla fattibilità del progetto in relazione a cereali e riso. Richiede inoltre un’analisi costi-benefici più approfondita e meglio argomentata.