Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/34: Finanziamento dei danni agli edifici in caso di terremoti · 11 pagine
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3.1 Pareri favorevoli
Sintesi
42 partecipanti alla consultazione esprimono approvazione per il progetto; accolgono la soluzione proposta, basata su un meccanismo di solidarietà, e riconoscono la necessità di intervenire poiché sussiste un interesse pubblico a livello nazionale. Ad eccezione dei Cantoni AR, NE, SZ e ZG, tutti gli altri Cantoni e la CG MPP approvano in linea di principio il progetto. Lo appoggiano anche l’ACS, l’UCS e il SABA. Fra i partiti politici vi aderiscono l’Alleanza del Centro, il PS e I Verdi. Per quanto riguarda le associazioni mantello dell’economia e gli ambienti interessati, il progetto è accolto da USS, PLANAT, ODS, AICA, Casafair, emmental assicurazione, metal.suisse, ASI, SGEB, SIA, SVBK, SVIT e cooperative d’abitazione svizzera.
Argomenti avanzati
1. Cantoni
Il Cantone BL menziona il fatto che un edificio subisce con tutta probabilità un terremoto se si considera la sua durata di vita, mentre il Cantone LU ricorda i rischi che gravano sulle finanze pubbliche. Secondo il Cantone ZH, i terremoti sono gli eventi naturali dal potenziale distruttivo più forte, che possono prodursi in qualsiasi momento e ovunque anche in Svizzera. Il Cantone SG ritiene che la questione della previdenza finanziaria per i danni causati agli edifici in caso di terremoto possa essere affrontata solo a livello federale, poiché i terremoti possono verificarsi in qualunque parte del nostro Paese. Il Cantone SO sostiene la proposta, ma è l’unico Cantone che preferirebbe una soluzione assicurativa monopolistica su scala nazionale.
Il Cantone BL stima il valore di sostituzione (valore a nuovo) degli edifici e delle opere di genio civile, delle reti via cavo e delle linee elettriche dei Cantoni (compresi gli immobili e le strade cantonali) a oltre 4 miliardi di franchi e reputa che il valore di sostituzione degli immobili e delle strade dei Comuni sia probabilmente molto più elevato. In caso di sinistro di grande entità, i poteri pubblici sarebbero quindi impegnati, sia sul piano finanziario che su quello organizzativo, a garantire la protezione civile, a trovare un alloggio per i senza tetto e a ricostruire le infrastrutture pubbliche. Per questa ragione non bisognerebbe fare affidamento su una soluzione rapida che consenta di finanziare la ricostruzione di edifici appartenenti a privati.
Il Cantone BS sottolinea il fatto che i sinistri si ripercuotono sull’intera economia nazionale, che è indispensabile procedere velocemente a una ricostruzione, che a tale scopo è necessario disporre in tempi brevi delle risorse finanziarie e che, nel caso di un evento concreto, la regione di Basilea dipenderà da questa solidarietà. I Cantoni NW, GR, JU e GE reputano innovatrice, equilibrata ed economicamente ragionevole la soluzione proposta, che mira a trovare una formula accettabile di finanziamento per un rischio importante per la Svizzera.
Il Cantone VS rammenta che questa soluzione, che evita l’onere annuo del pagamento di un premio assicurativo, tiene conto di una delle principali critiche mosse ai modelli precedentemente esaminati ma non accettati. Il Cantone AG ritiene che la soluzione proposta sia una modalità praticabile per istituire una previdenza di base che permetterebbe di coprire una parte del rischio sismico in Svizzera.
Per i Cantoni FR e SG, il finanziamento da parte dello Stato dei danni causati agli edifici di proprietà di privati non sarebbe compatibile con il principio costituzionale della parità di trattamento. Secondo il Cantone BL, se non si optasse per questa soluzione, si correrebbe il rischio che le grandi società immobiliari si riservino la possibilità di effettuare acquisti collettivi, provocando la costituzione di un monopolio e, in ultima analisi, un aumento dei costi abitativi.
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