Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
Btvv, Ga-LU, Ga-NE, Ga-NW, Ga-VS, GGR, Gastrosuisse, SBCK, SCA e SFGV si dicono esplicitamente favorevoli ai nuovi articoli 44c e 44d. Secondo loro, bisogna fare tutto il possibile affinché siano garantite adeguate capacità di assistenza sanitaria in caso di particolare pericolo per la salute pubblica.
BE, GE, TI, VD e VKS suggeriscono che sia precisato nel capoverso 3 che tutti i Cantoni devono partecipare alle spese d’esercizio e non solo i Cantoni di ubicazione. BS propone di modificare come segue l’ultimo periodo del capoverso 3: «Le spese d’esercizio sono assunte congiuntamente da tutti i Cantoni».
avsga, BAV, BLAV, PharmaSuisse, Sphf e SVPh chiedono che in futuro, al fine di garantire la sicurezza di approvvigionamento, specifici prodotti biocidi possano essere fabbricati in farmacie e drogherie da personale formato, sia in caso di pandemia sia nella situazione normale.
SGSH, SSI, USB e USZ fanno notare l’assenza di un disciplinamento intercantonale chiaro delle competenze concernenti il trasporto di pazienti contagiati o sospetti contagiati da una malattia altamente infettiva. Secondo loro andrebbe aggiunta una competenza in questo senso della Confederazione.
Relativamente ai capoversi 2 e 3, PH CH e pro-salute ch chiedono la verifica del principio «chi comanda paga». Alla luce del principio dell’equivalenza fiscale, ZH rifiuta l’assunzione delle spese da parte dei Cantoni e rileva la necessità di definire in modo più chiaro diversi termini ed espressioni. Anche IFF constata nel capoverso 3 un certo contrasto con il principio dell’equivalenza fiscale.
Per SG e IFF non è chiaro il significato delle formulazioni «d’intesa con i Cantoni» e «sentiti i Cantoni» e si domandano quale sia la differenza. Anche SO si chiede cosa significhi esattamente «d’intesa con i Cantoni».
SBK e SVBG propongono di precisare che per il ricovero di pazienti devono essere disponibili il personale sanitario e il materiale medico necessari. Inoltre, a loro parere, la Confederazione deve, e non semplicemente può, partecipare alle spese di cui al capoverso 3. Anche SO chiede che la partecipazione ai costi da parte della Confederazione sia resa maggiormente vincolante.
NEK nonché SGBE e Uni GE sottolineano che il trattamento delle malattie infettive viene effettuato anche in istituzioni di lungodegenza e in ambito domiciliare; la formulazione del capoverso 2 non tiene attualmente conto di questo aspetto.
IFIK e IMM chiedono che nell’articolo siano aggiunte le infrastrutture di laboratorio necessarie per una diagnosi sicura. IFIK ritiene che i previsti ospedali di Ginevra e di Zurigo siano insufficienti per il trattamento di malattie del tipo Ebola e auspica che siano previsti a questo scopo ulteriori centri. IMM considera invece appropriata la scelta attuale di due centri per il trattamento di infezioni altamente pericolose.
GE constata che i costi differiscono fortemente tra gli ospedali universitari di Ginevra e di Zurigo in ragione di un concetto di utilizzazione diverso delle unità di isolamento speciali in tempi normali. Il Cantone auspica quindi la possibilità di esigere un riesame dei costi qualora questi sembrino eccessivi.
EKIF chiede che sia precisato che queste disposizioni, oltre che ai medicamenti, si applichino anche a misure di prevenzione, quali i vaccini o le terapie profilattiche a base di anticorpi.
ALETHEIA chiede per quale ragione il Consiglio federale possa obbligare gli ospedali al ricovero di pazienti.
LIBERTÉ chiede lo stralcio dell’articolo.
SGI auspica che il capoverso 2 preveda il coinvolgimento e l’integrazione di esperti od organismi di certificazione nel mantenimento della capacità ospedaliere.