Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/100: Pacchetto di ordinanze agricole 2025 · 85 pagine
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Ordinanza concernente le misure di lotta coordinate contro gli organismi nocivi per le colture
Le varianti proposte sono le seguenti.
Occorre proseguire l’osservazione della diffusione della diabrotica del mais al fine di determinare le regioni in cui sono state ordinate misure di lotta coordinate.
La rotazione delle colture consente di contenere la moltiplicazione di questo organismo2 e quindi la sua diffusione. Nelle regioni infestate la misura consiste pertanto nel limitare la coltura di mais nella stessa particella. Tale misura permette di ridurre notevolmente le popolazioni e quindi il potenziale di diffusione del parassita. È molto efficace anche per ridurre l’impatto economico di tale parassita sulle colture di mais. Applicata a livello regionale, consente di convivere con il parassita senza ricorrere all’utilizzo di insetticidi. Nella variante A la coltivazione di mais per due anni di seguito è vietata, come peraltro è già il caso conformemente all’OSalV. Nella variante B la coltivazione di mais sarebbe possibile al massimo due anni su tre.
Le misure proposte rappresentano una semplificazione nella gestione della diabrotica del mais per i Cantoni che non dovranno più garantire una rete di osservazione rigorosa durante tutto il periodo vegetativo, né notificare i focolai d’infestazione o delimitare le aree infestate. La variante B offre maggiore flessibilità alle aziende agricole specializzate nella produzione foraggera (prati permanenti e temporanei coltivati a mais come fonte di nutrimento complementare per il bestiame), per le quali il divieto di coltivare mais dopo il mais implica costi supplementari notevoli (aratura del prato, semina del mais e infine risemina della particella precedentemente coltivata a mais).
Allegato 2: Organismi che possono essere utilizzati nella lotta biologica classica e condizioni di utilizzo
Numero 1: Drosofila del ciliegio
La drosofila del ciliegio è comparsa in Svizzera per la prima volta nel 2011 in Ticino e nei Grigioni. Attacca frutti maturi e intatti di molte specie, in particolare fragole, lamponi, more, mirtilli, ciliegie, pesche, albicocche e uva. Per proteggere le colture da questo parassita che causa danni economici ingenti vengono attuate varie misure. In particolare, vengono piazzate trappole per la cattura massale e le colture vengono coperte con reti antinsetto. Sono spesso necessari interventi con insetticidi per garantire la protezione delle colture.
Dal 2015 il CABI (Centre for Agriculture and Bioscience International) di Delémont conduce una ricerca tesa a determinare se esistono soluzioni di lotta biologica contro questo parassita. Tali ricerche hanno consentito di identificare in Giappone, Paese di origine del parassita, una specie di vespa parassitoide, la Ganaspis kimorum, che attacca in modo specifico la drosofila del ciliegio. Esperimenti condotti in collaborazione con il servizio fitosanitario del Cantone Ticino in ambienti confinati con condizioni simili a quelle naturali hanno consentito di confermare l’elevata specificità di questo parassitoide per la Drosophila suzukii e quindi il basso rischio che una sua diffusione può comportare per le specie indigene di drosofila. Lanci di questo parassitoide sono stati effettuati nel 2023 e nel 2024 in Ticino e nel Giura nell’ambito di un’emissione sperimentale autorizzata dall’UFAM. Immissioni su larga scala di tale agente di lotta biologica sono state realizzate anche in Francia e in Italia. Questa specie adempie quindi le condizioni di cui all’articolo 6 della presente ordinanza.
L’obiettivo di tale misura è ridimensionare le popolazioni di drosofila del ciliegio onde ridurre la necessità d’intervento con insetticidi per proteggere le colture.
Numero 2: Cocciniglia farinosa (Pseudococcus comstocki)
Originaria dell’Asia orientale, la cocciniglia farinosa Pseudococcus comstocki (Kuwana) è stata segnalata in Italia nella regione di Venezia nel 2004 e nel sud della Francia nel 2005. Osservata in Svizzera nei dintorni di Riddes in Vallese nel 2015, da allora non ha smesso di diffondersi in tutto il Cantone. Nell’autunno 2019 controlli in un frutteto hanno consentito di individuare nuove particelle infestate
2 Bertossa M., Morisoli R., Colombi L. 2013 Agrarforschung Schweiz 4 (1): 24-31, 2013