Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
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astiene (BE). I 15 Cantoni favorevoli al referendum facoltativo ritengono, sempre secondo il parere della CdC, che nella fattispecie la Costituzione federale preveda il referendum facoltativo e che questa decisione del costituente vada rispettata: il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) preserva il funzionamento delle istituzioni svizzere, nonché i principi legati alla democrazia diretta e al federalismo, non tange l’ordinamento costituzionale e non comporta l’adesione a una comunità sopranazionale o a un’organizzazione di sicurezza collettiva. Secondo questi Cantoni, il referendum obbligatorio richiederebbe quindi una revisione costituzionale, con conseguenze politiche significative e la creazione di un precedente. BL, VD e VS si dicono espressamente a favore del referendum facoltativo, la cui natura permette appunto di mantenere la struttura proposta dal Consiglio federale. VS è favorevole al referendum facoltativo per la parte relativa alla stabilizzazione, ma chiede di analizzare l’opportunità di un referendum obbligatorio per l’Accordo sull’energia elettrica. UR condivide la valutazione del Consiglio federale di sottoporre il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) al referendum facoltativo in conformità con le disposizioni costituzionali, UR preferisce, per ragioni politiche e democratiche, il referendum obbligatorio. La maggior parte dei Cantoni favorevoli al referendum obbligatorio non specificano (in modo chiaro) se prediligono un referendum ai sensi dell’articolo 140 Cost. o un referendum sui generis (UR, SZ, OW, GL, AI, ZG, SH). Come motivazione citano in particolare la portata degli elementi istituzionali e le loro ripercussioni sui diritti popolari e la legislazione, l’importanza politica e giuridica del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) e la sua legittimazione democratica. OW e TI propongono esplicitamente un referendum obbligatorio sui generis, mentre AR ritiene si possa integrare la Costituzione federale con una disposizione transitoria.
Quanto ai partiti, 5 sono a favore del referendum facoltativo (PEV, PLR, Verdi, PVL, PS) e 2 di quello obbligatorio (UDF, UDC). Il Centro, la Lega e MCG non si sono espressi. Secondo i 5 partiti che sostengono la proposta del Consiglio federale, il referendum facoltativo è lo strumento costituzionale adeguato al caso e che corrisponde politicamente al proseguimento della via bilaterale. PVL e PS citano anche l’iniziativa popolare «Per il rafforzamento dei diritti popolari nella politica estera (accordi internazionali: decida il popolo!)», nettamente respinta da Popolo e Cantoni nel 2012. I Verdi sottolineano che i diritti popolari sono diritti costituzionali, motivo per cui un referendum obbligatorio, contrario alle disposizioni vigenti in materia, andrebbe a costituire un precedente antidemocratico. UDC respinge il pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III); in alternativa chiede il referendum obbligatorio sui generis per i quattro decreti di approvazione sulla stabilizzazione e lo sviluppo delle relazioni bilaterali. Invita inoltre a modificare sia l’articolo 121a Cost., in contrasto con l’Accordo rivisto sulla libera circolazione delle persone, sia l’articolo 96 Cost., in quanto il regime di aiuti comporta un’ingerenza nelle competenze cantonali.
Anche UCS e USS sono per il referendum facoltativo, mentre SAB, USAM e USC sono favorevoli al referendum obbligatorio.
1.2.5.2 Struttura del progetto di approvazione
27 partecipanti si sono espressi sulla proposta del Consiglio federale di presentare gli accordi in quattro decreti federali distinti, ognuno corredato della pertinente legislazione