Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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necessarie ai fini dell’attuazione, rientrano nell’importo totale dei contributi svizzeri e non costituiscono pertanto un onere aggiuntivo.
2.10.10.1.1 Ripercussioni finanziarie
Le spese a carico della Confederazione nel periodo di attuazione 2030–2039 sono composte dal primo contributo di 350 milioni di franchi all’anno per il periodo di contribuzione 2030–2036 (ovvero un totale di fr. 2450 mio.) e dall’impegno finanziario supplementare una tantum, che ammonta a 130 milioni di franchi all’anno fino all’entrata in vigore della parte relativa alla stabilizzazione del pacchetto Svizzera-UE e, successivamente, a 350 milioni di franchi all’anno fino alla fine del 2029 (ossia, in caso di entrata in vigore a inizio 2028, a un importo massimo complessivo di fr. 1090 mio. per il periodo dalla fine del 2024 alla fine del 2029). Saranno computate negli importi complessivi le spese per il personale e le spese per beni e servizi dell’Amministrazione federale necessarie per la realizzazione di programmi e progetti, per un massimo del 5 per cento, così come i fondi destinati al SEPF, per un massimo del 2 per cento. I fondi propri e i fondi destinati al SEPF non devono per forza essere utilizzati per intero. Non si prestano tuttavia a misure di risparmio poiché l’importo complessivo concordato del rispettivo contributo deve essere erogato a favore dell’UE rispettivamente degli Stati partner.
Il primo contributo è composto da un contributo per la coesione e da un contributo per la gestione di importanti sfide comuni nel campo della migrazione. I crediti d’impegno «Coesione» e «Migrazione» richiesti a tale fine dovranno coprire un periodo di contribuzione di sette anni (2030–2036). A causa del periodo di attuazione più lungo, i versamenti si estenderanno su dieci anni (2030–2039). Anche il credito d’impegno per l’impegno finanziario supplementare una tantum (facente riferimento al periodo dalla fine del 2024 alla fine del 2029) sarà attuato ed erogato nell’arco di dieci anni a partire dal 2030.
Dallo stesso anno, i versamenti dai rispettivi crediti d’impegno andranno iscritti nel preventivo e nel piano finanziario corrispondenti. È previsto che il DFAE (DSC) e il DEFR (SECO) gestiscano ognuno la metà del credito d’impegno «Coesione» e del credito d’impegno «Impegno finanziario supplementare una tantum». Il credito d’impegno «Migrazione» sarà attribuito al DFGP (SEM).
Nell’ambito della coesione, i mezzi finanziari saranno suddivisi tra gli Stati partner selezionati in base alla chiave di ripartizione definita nell’Accordo sul contributo. Nel settore della migrazione, l’attribuzione dei mezzi finanziari del credito d’impegno ai singoli Stati membri dell’UE avverrà conformemente ai due programmi pluriennali previsti.
Come è avvenuto finora nell’ambito del contributo all’allargamento e del secondo contributo svizzero, i mezzi saranno impegnati e versati in franchi per evitare che la Svizzera sia esposta a rischi di cambio durante l’attuazione dei contributi.
I mezzi per le spese proprie (5 %) e per il SEPF (2 %), concordati nell’Accordo sul contributo e pari in totale al 7 per cento, non fanno parte dei tre crediti d’impegno e saranno sottoposti individualmente al Parlamento per approvazione con il messaggio sul preventivo.