Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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elettrica [ENTSO-E]), basata sul diritto privato. Dagli anni Novanta in poi l’UE ha sviluppato il mercato interno dell’energia elettrica, integrando e in parte sostituendo progressivamente la base di diritto privato con l’acquis in materia di energia elettrica dell’Unione.

Il mercato interno dell’energia elettrica dell’UE è composto dagli Stati membri e dagli Stati SEE/AELS; in futuro saranno integrati anche gli Stati della Comunità energetica dell’Europa orientale (Balcani occidentali, Ucraina, Moldavia), che si sono impegnati giuridicamente a recepire l’acquis energetico dell’UE, compresa l’elettricità. Nel mercato interno dell’energia elettrica dell’UE l’approvvigionamento elettrico è ottimizzato non più a livello nazionale, bensì a livello paneuropeo con regole di mercato e istituzioni unitarie e un quadro giuridico comune. Poiché il nostro Paese non è vincolato al quadro giuridico, il settore elettrico svizzero non può partecipare con volumi commerciali e di mercato significativi al mercato interno europeo accoppiato dell’energia elettrica. Nel 2023, ad esempio, per la fascia temporale «giorno precedente» (day ahead) il volume di mercato è stato di 1700 terawattora (TWh) e il fatturato di 170 miliardi di euro, mentre per la fascia «entro la giornata» (intraday) il volume di mercato è stato di 166 TWh e il fatturato di 15 miliardi di euro. La Svizzera non può aderire nemmeno alle nuove piattaforme europee per l’energia di regolazione MARI* e PICASSO*, destinate a compensare le oscillazioni di rete, mentre per il momento può ancora partecipare alla piattaforma TERRE*, che tuttavia verrà chiusa all’inizio del 2026.

Per il sistema elettrico e i mercati dell’elettricità il calcolo e l’allocazione delle capacità transfrontaliere sono di fondamentale importanza. A causa della mancata integrazione giuridica, in questo caso Swissgrid deve avvalersi di una collaborazione di diritto privato con i gestori delle reti di trasporto* (GRT) degli Stati confinanti. Sinora questa collaborazione ha funzionato bene, tuttavia non è garantita sotto il profilo del diritto internazionale. Swissgrid ha potuto ad esempio concludere contratti con i GRT della regione di calcolo della capacità Italy North (Italia, Francia, Austria, Slovenia) e CORE (14 Stati membri dell’UE nell’Europa occidentale e orientale). Tuttavia, questi contratti devono essere rinegoziati ogni anno e approvati dalle autorità di regolazione degli Stati membri interessati. L’UE prevede di raggruppare queste due regioni nella nuova regione «Europa centrale», il che implicherebbe la rinegoziazione dei contratti. Senza un accordo sull’energia elettrica, la Svizzera non ha la certezza giuridica che questa collaborazione di diritto privato possa proseguire anche in futuro.

La mancata integrazione nel mercato interno dell’energia elettrica compromette la capacità del nostro Paese di importare ed esportare elettricità e di conseguenza la sicurezza dell’approvvigionamento, generando crescenti flussi di energia elettrica imprevisti nella rete di trasporto svizzera* che gravano sulla rete elettrica. L’UE e la Svizzera condividono l’obiettivo del saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050, che implica un’ulteriore elettrificazione del sistema energetico, il potenziamento delle energie rinnovabili e la disattivazione delle centrali a gas e a carbone convenzionali e controllabili. Si prevede che entro il 2050 i flussi transfrontalieri di energia elettrica in Europa aumenteranno di due o tre volte, il che inasprirà ulteriormente il problema della mancata integrazione della Svizzera nel mercato interno europeo dell’energia elettrica, in particolare per quanto concerne la stabilità della rete.