Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/61: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica) · 53 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 14Fedlex · Rapporto esplicativo

capitale di terzi a livello della casa madre fa sì che, nell’intera struttura del gruppo finanziario, per finanziare l’attività della filiale sia impiegato il doppio di capitale di terzi: questo meccanismo è chiamato «double leverage».

In caso di perdite, il «double leverage» determina un notevole aggravamento della crisi; in passato, in particolare nella crisi di Credit Suisse, un tale effetto si è manifestato come grave fattore di rischio per la stabilità dei gruppi finanziari. Il «double leverage» rappresenta primariamente un rischio per la casa madre svizzera, non per la filiale estera. Ne consegue che la problematica del «double leverage» deve essere affrontata dalla normativa svizzera, non essendo una questione di competenza estera. Per evitare il doppio conteggio del capitale proprio, nei suoi «Guiding Principles on the Internal Total Loss-absorbing Capacity of G-SIBs» («Internal TLAC») del 6 luglio 201722 il FSB raccomanda di dedurre il parametro TLAC interno dai fondi propri computabili.

La copertura solo parziale con fondi propri, nella casa madre, per le partecipazioni in filiali estere può far sì che, per un attivo iscritto nella filiale, nella casa madre debba essere accantonato meno capitale proprio rispetto al caso in cui lo stesso attivo fosse contabilizzato direttamente nella casa madre23. Ciò sebbene entrambe le unità, iscrivendo l’attivo, abbiano di principio il medesimo rischio nella propria contabilità. In altre parole, questo significa che, con una copertura solo parziale con fondi propri per le partecipazioni, i rischi della filiale estera non sono adeguatamente coperti da fondi propri nella casa madre svizzera. La crescita attraverso le filiali estere e il trasferimento in esse di ambiti di attività può così creare incentivi prudenziali distorti. Così facendo le partecipazioni possono persino superare l’intero capitale proprio della casa madre (v. Figura 4 per la situazione di UBS).

1.2.6 Rilevanza nella crisi di Credit Suisse

Nella crisi di Credit Suisse, la copertura solo parziale con fondi propri per le partecipazioni in filiali estere ha rappresentato un punto debole fondamentale a livello di casa madre. Nella fase di stabilizzazione24 tale criticità ha limitato notevolmente il margine di manovra strategico di Credit Suisse (v. Figura 9). La crisi di Credit Suisse ha mostrato in maniera esemplare che, anche fuori da una crisi sistemica, le partecipazioni possono perdere valore molto rapidamente. Nell’ambito del riorientamento strategico annunciato nell’estate 2022 è stato necessario rivalutare diversi ambiti di attività delle filiali estere. Nel mese di settembre del 2022, il ricavato atteso da una cessione di questi ambiti di attività era già di gran lunga inferiore rispetto alla stima originaria dei modelli di valutazione della banca; successivamente è stato necessario effettuare una sostanziale rettifica di valore della partecipazione detenuta dalla casa madre nella filiale americana («intermediate holding company» statunitense, US IHC). Tra il 3° trimestre del 2021 e il 3° trimestre del 2022 le rettifiche di valore sulle partecipazioni in filiali estere sono state dell’ordine del 60 per cento del valore contabile originario e hanno continuato

22 FSB, Guiding Principles on the Internal Total Loss-absorbing Capacity of G-SIBs («Internal TLAC»), 6 luglio 2017, consultabile all’indirizzo: https://www.fsb.org/uploads/P060717-1.pdf.

23 Questo perché in tal caso una parte del capitale proprio della filiale può essere rifinanziata con capitale di terzi. Sono fatte salve esigenze prudenziali più severe nelle giurisdizioni delle filiali estere. Anche in questo caso, però, applicando il «double leverage» la banca può attenuare la ricaduta di un maggior fabbisogno di capitale all’estero a discapito del patrimonio a rischio della casa madre.

24 Sebbene fossero stati superati determinati indicatori del piano di stabilizzazione, secondo i quali Credit Suisse si sarebbe trovata nella fase di stabilizzazione, la dirigenza di Credit Suisse ha deciso di non attivare tale piano (cfr. Rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche,

10 aprile 2024, pag. 177, consultabile all’indirizzo: Rapporto del Consiglio federale sulla stabilità delle banche, FF 2024 1023). Di conseguenza, Credit Suisse non si è mai trovata ufficialmente nella fase di stabilizzazione. Tuttavia, nonostante questa decisione presa dalla dirigenza di Credit Suisse, si parla comunque di difficoltà nella fase di stabilizzazione.