Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/61: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica) · 53 pagine
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sostanzialmente maggiore di fondi propri. In questo modo la Banca sarebbe stata in grado di alienare queste unità, senza alcun peggioramento delle quote di capitale prudenziale della casa madre. Al contrario, l’eventuale vendita avrebbe potuto contribuire a migliorare la situazione.
1.3 Necessità di agire e obiettivi
Dall’introduzione della regolamentazione TBTF, per le partecipazioni detenute in filiali estere è prevista solo la copertura parziale con fondi propri, nonostante il caso particolare della Svizzera che dispone di un mercato interno relativamente piccolo e la notevole rilevanza che tali partecipazioni rivestono nella casa madre delle banche. La crisi di Credit Suisse ha tuttavia mostrato che, in tempi di crisi (nella fase di stabilizzazione, v. Figura 9) o in difficili condizioni del mercato, la casa madre diventa l’ente giuridico rilevante. La stabilità e quindi la sufficiente capitalizzazione di questa unità con sede in Svizzera sono presupposti fondamentali per poter adottare misure di stabilizzazione efficaci in tempo di crisi.
1.3.1 Rilevanza in altri scenari di crisi
Anche scenari diversi da quello di Credit Suisse possono determinare perdite sulle valutazioni delle filiali estere e, con una copertura solo parziale con fondi propri, indebolire la dotazione di capitale prudenziale della casa madre con sede in Svizzera. Se la crisi dei subprime27 scoppiata nel 2007 si verificasse nell’odierna struttura di UBS e se i valori patrimoniali illiquidi fossero contabilizzati in una filiale estera, le perdite28 avrebbero oggi ripercussioni massicce sulla capitalizzazione della casa madre. Sono numerosi gli scenari ipotizzabili di una futura crisi sistemica o specifica del settore bancario che avrebbero un impatto sulla valutazione delle filiali estere. In presenza di una copertura solo parziale con fondi propri, le perdite di valutazione sulle filiali estere indebolirebbero la dotazione di capitale prudenziale della casa madre anche se la sua attività operativa non fosse colpita dalla crisi.
La Figura 7 mostra, sulla base della chiusura del 4° trimestre 2024 di UBS SA e dello scenario di riferimento29 comunicato da UBS, l’ammontare di capitale proprio che sarebbe a disposizione per la copertura dei rischi derivanti dall’attività operativa propria se si dovessero verificare diversi scenari ipotetici di perdite di valore su filiali estere della casa madre svizzera (UBS SA). Con l’attuale copertura delle filiali estere con fondi propri, in questi scenari – e non solo nel caso di una perdita di valore completa – la quota CET1 della casa madre scenderebbe al di sotto della futura esigenza CET1 prudenziale prevista30 dell’11,3 per cento. In uno scenario di
27 La crisi dei mutui subprime fu una crisi finanziaria iniziata nel 2007, scatenata da massicce insolvenze su crediti ipotecari statunitensi ad alto rischio («subprime loans»), che scosse banche e mercati finanziari su scala mondiale.
28 Nel corso della crisi finanziaria, UBS ha subito perdite per circa CHF 40 mia., pur continuando a operare e ricevendo un massiccio sostegno statale. Senza il salvataggio statale, le perdite nell’ambito di un risanamento o di una liquidazione in via fallimentare sarebbero sicuramente state molto più elevate.
29 Come annunciato durante la chiamata sugli utili del 4 febbraio 2025, UBS chiuderà la propria filiale nel Regno Unito rimpatriando il suo capitale. Al contempo, la banca ha annunciato che nell’immediato futuro («for the foreseeable future») ridurrà mediante una distribuzione di dividendi la quota CET1 della casa madre registrata nel 4° trimestre del 2024, portandola dal 13,5 % al 12,5 %. Consultabile all’indirizzo: Trascrizione della chiamata sugli utili («earnings call») di UBS del 4 febbraio 2025.
30 Si tratta dell’esigenza stimata nel regime attuale, che UBS, considerate le sue dimensioni e la sua quota di mercato, dovrebbe rispettare al più tardi entro la fine del 2030.