Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/61: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica) · 53 pagine
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in futuro il capitale proprio delle filiali estere dovrà essere finanziato soltanto con fondi propri, anziché con una parte di fondi di terzi.
1.4 Alternative esaminate e soluzione scelta
La deduzione integrale delle partecipazioni in filiali estere dai fondi propri di base di qualità primaria della casa madre svizzera è considerata una misura preventiva fondamentale per il rafforzamento e l’ulteriore sviluppo del dispositivo TBTF (v. capitolo 3 per la soluzione scelta). Di seguito viene illustrato, da un lato, quali forme della misura proposta sono state esaminate nell’ambito della relativa elaborazione e per quali motivi sono state respinte (1.4.1 – 1.4.3). Dall’altro, viene spiegato quali misure alternative e più rigide, rispetto alla regolamentazione proposta, sono state esaminate per il rafforzamento della dotazione di capitale proprio delle banche di rilevanza sistemica e già respinte dal Consiglio federale nel rapporto sulla stabilità delle banche (1.4.4). Nel rapporto appena citato il Consiglio federale ha già esaminato e scartato eventuali restrizioni fondamentali concernenti la struttura di gruppo delle banche (p. es. struttura organizzativa piatta, «clean holding», sistema bancario separato o limitazione delle dimensioni); la misura proposta consente infatti di raggiungere gli obiettivi stabiliti con un intervento meno invasivo.
1.4.1 Copertura integrale con fondi propri, con qualità del capitale parzialmente inferiore
Per la maggiore copertura con fondi propri per le partecipazioni in filiali estere sono state valutate varianti che avrebbero previsto una deduzione comunque pari al 100 per cento del valore di partecipazione, ma non integralmente dai fondi propri di base di qualità primaria. Al fine di ridurre l’ulteriore esigenza di fondi propri di base di qualità primaria, la deduzione di queste partecipazioni avrebbe potuto essere effettuata anche in misura parziale dai fondi propri di base supplementari della casa madre, secondo l’«approccio di deduzione corrispondente» e secondo l’«approccio di deduzione proporzionale». Le due varianti differiscono per la misura in cui sarebbe stato possibile computare i fondi propri di base supplementari nell’operazione di deduzione. Nella terza variante esaminata sarebbe stato possibile computare in misura parziale obbligazioni soggette a bail-in («bail-in bond»), che non contano come fondi propri di base e come fondi propri «going concern».
Approccio di deduzione corrispondente
Secondo il cosiddetto approccio di deduzione corrispondente38 sarebbe stato possibile dedurre, dai fondi propri di base supplementari anziché dai fondi propri di base di qualità primaria, gli strumenti dei fondi propri di base supplementari emessi dalle filiali estere e detenuti dalla casa madre. Gli altri valori delle partecipazioni estere avrebbero continuato a essere dedotti dai fondi propri di base di qualità primaria.
Anche questa variante avrebbe determinato un notevole rafforzamento della casa madre. Le criticità riconosciute sarebbero però state risolte in maniera meno coerente e completa. Dal momento che nella fase di stabilizzazione i fondi propri di base supplementari assorbono le perdite solo in misura limitata, una perdita di valore sulle partecipazioni avrebbe comunque determinato una carenza nei fondi propri di base di qualità primaria. Per tale ragione si è rinunciato a questa variante di attuazione.
Dal punto di vista metodologico vi sono sia argomenti favorevoli sia argomenti contrari a questo approccio. Un argomento che depone a favore di questa variante è che la deduzione delle partecipazioni in filiali estere è effettuata nella stessa forma in cui la partecipazione è detenuta:
38 In applicazione del principio di cui all’art. 33 OFoP.