Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/61: Modifica della legge sulle banche e dell'ordinanza sui fondi propri (copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica) · 53 pagine

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avrebbero determinato un ulteriore aumento della densità del rischio42. L’indice massimo di leva finanziaria («leverage ratio») avrebbe così espletato la funzione di esigenza minima di fondi propri «di riserva» («backstop») in modo ancora meno efficace rispetto a prima.

Diversificazione delle esigenze di fondi propri per le unità di «wealth management» e le unità di «investment banking»

Come ulteriore variante praticabile si è verificato se, considerati i presunti minori rischi aziendali, non fosse opportuno dedurre il valore delle partecipazioni in filiali estere operanti prevalentemente nel settore del «wealth management» dai fondi propri di base di qualità primaria in misura minore rispetto alle unità operanti nell’ambito dell’«investment banking». Sarebbe così stato possibile influire in modo diversificato sugli incentivi alla crescita in filiali estere, giacché la crescita nell’«investment banking» richiede più fondi propri rispetto alla crescita nel «wealth management». Il criterio da seguire per una diversificazione delle deduzioni sarebbe stato il mantenimento del valore della corrispondente attività di una partecipazione in una filiale estera durante una crisi. La valutazione dell’attività sarebbe stata di competenza della FINMA.

Tuttavia, anche nel «wealth management» non è chiaro in che misura, in caso di crisi, un ambito di attività corrispondente mantenga il proprio valore o possa essere venduto senza subire perdite notevoli. Ciò si applica in particolare in una crisi di fiducia durante la quale i clienti prelevano i propri patrimoni.43 Si possono verificare perdite, per esempio, quando un ambito di attività gestito dal «wealth management» con redditività bassa o negativa deve essere venduto in un contesto economico molto sfavorevole. Sarebbe praticamente impossibile vendere un ambito di attività gestito dal «wealth management» e soggetto a procedimenti legali, come per esempio cause fiscali statunitensi, cause intentate per violazione di sanzioni o casi di sospetto riciclaggio di denaro. Concretamente, è già successo che in passato sia le unità di «wealth management» che quelle di «investment banking» generassero perdite sostanziali per le G- SIB svizzere.

Inoltre, le attività delle grandi filiali estere (p. es. contrariamente alle unità svizzere) includono offerte combinate molto ampie di servizi e prodotti, sia del settore «wealth management» che dell’«investment banking» oppure di quello dell’«asset management». Al riguardo, i prodotti delle varie divisioni aziendali tendono a sovrapporsi sempre più. I servizi della classica gestione «investment banking» sono spesso richiesti da clienti privati facoltosi, «family office», fondazioni ecc. anche nel «wealth management», e vengono di conseguenza offerti in questo settore. Non è pertanto possibile fare una netta separazione, dal punto di vista normativo, tra attività di «wealth management» a basso rischio e attività di «investment banking» esposte a rischi maggiori. Si fornirebbero chiari incentivi a dichiarare il maggior numero possibile di operazioni come «wealth management», al fine di ridurre le esigenze in materia di fondi propri. L’adozione di esigenze in materia di fondi propri diversificate per le filiali con ambiti di attività differenti risulta pertanto critica in un’ottica basata sul rischio e non è di fatto praticabile.

1.4.3 Metodo di valutazione alternativo per le partecipazioni estere

È stata inoltre valutata la possibilità di prevedere il disciplinamento prudenziale di un metodo di valutazione alternativo per le partecipazioni in filiali estere, come per esempio il valore patrimoniale netto («net asset value», NAV). Applicando la deduzione integrale del valore contabile delle partecipazioni dai fondi propri di base di qualità primaria, il metodo di valutazione adottato risulta irrilevante. Un metodo di valutazione alternativo disciplinato a livello

42 Densità del rischio: attivi ponderati in funzione del rischio divisi per l’esposizione totale.

43 I massicci deflussi dei fondi della clientela di Credit Suisse nell’autunno 2022 riguardavano in gran parte l’ambito del «wealth management».