Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/25: Modifica dell’ordinanza concernente la viticoltura e l’importazione di vino; ripartizione del contingente doganale per il vino · 5 pagine

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8.4.2 Cantoni

La maggior parte dei Cantoni allestisce già le schede delle forniture (art. 30a) in modo che siano documentate separatamente le quantità di uva acquistate, di produzione propria e trasformate per conto di terzi (quindi non di proprietà dei vinificatori). Grazie a queste informazioni ciascun vinificatore può quindi reperire facilmente i dati utili per procedere alla notifica della quantità di uva pagata al produttore e torchiata. I Cantoni che non allestiscono in questo modo le schede delle forniture sono liberi di conformarsi e di modificarle per andare maggiormente incontro ai vinificatori attivi sul loro territorio. Pertanto le modifiche proposte non hanno conseguenze finanziarie per i Cantoni.

8.4.3 Economia

La proposta di modifica del metodo di ripartizione ridefinisce la cerchia degli aventi diritto alle quote del contingente doganale. Nel 2025 erano attivi 3778 permessi generali d’importazione per il vino e circa 2100 persone ai sensi dell'articolo 1 capoverso 3 OIAgr avevano importato una quota del contingente doganale. In futuro, queste quote saranno assegnate esclusivamente ai vinificatori di vini svizzeri e pertanto la loro posizione di mercato sarà rafforzata in funzione della quantità di uva indigena acquistata e torchiata.

Ai fini di una valutazione globale occorre tuttavia tenere presente che l’esigenza di una prestazione all’interno del Paese, sebbene possa effettivamente consolidare a breve termine lo smercio dei vini svizzeri, potrebbe anche generare effetti di distorsione della concorrenza. Potrebbe infatti comportare un aumento dei prezzi per i consumatori e svantaggiare sia i fornitori esteri sia i nuovi operatori sul mercato nazionale. Il principio di assegnazione delle quote del contingente doganale in base all’ordine di accettazione delle dichiarazioni doganali d’importazione è invece considerato un meccanismo decisamente più neutro. La procedura attualmente in vigore favorisce inoltre l’orientamento a lungo termine delle strutture verso il mercato e l’innovazione, poiché garantisce la massima pressione concorrenziale.

I vinificatori aventi diritto potranno coordinare meglio i loro rapporti con la grande distribuzione e con altri commercianti di vino esteri, in modo che questi ultimi possano comporre un assortimento che integri adeguatamente i vini svizzeri. A seconda del loro potere negoziale, gli attuali importatori avrebbero anche la possibilità di concludere accordi sull'utilizzo di quote del contingente doganale conformemente all’articolo 14 OIAgr e ciò consentirebbe loro di effettuare importazioni senza intermediari.

Si prevede che questo potenziamento della presenza dei vini svizzeri sugli scaffali comporterà un incremento delle vendite e, di conseguenza, un aumento della cifra d’affari in relazione alla produzione di uva.

8.4.4 Ambiente

Nessuna ripercussione.

8.5 Rapporto con il diritto internazionale

I Paesi membri dell’OMC non sono obbligati ad applicare un metodo specifico per la ripartizione di un contingente doganale, ma devono comunque rispettare le sue norme, in particolare quelle dell'Accordo generale su le tariffe doganali e il commercio (RS 0.632.21), dell'Accordo sull’agricoltura (allegato all'Accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio; RS 0.632.20) e dell’Accordo relativo alle procedure in materia di licenze d’importazione (RS 0.632.231.43). La proposta di modifica del metodo di ripartizione non inciderà sulle possibilità di accesso al mercato, in particolare sul volume del contingente doganale, come previsto dagli impegni assunti dalla Svizzera nei confronti dell'OMC. I 170 milioni di litri del contingente doganale saranno completamente assegnati. Tuttavia, in un contesto caratterizzato da una tendenza al ribasso delle importazioni in atto da anni, il passaggio dalla ripartizione in base all'ordine della tassazione a quella in funzione della prestazione all’interno del Paese potrebbe essere visto come la causa di un ulteriore calo del volume importato. È quindi prevedibile che sorgano domande o che vengano mosse critiche sul metodo di ripartizione alla luce degli impegni assunti dalla